2005-2007: rifocalizzazione e internazionalizzazione
2005: le acquisizione in Slovacchia e Romania e la cessione di Terna
- Nel febbraio 2005 Enel acquista il 66% della società elettrica
Slovenské Elektràrne (SE), il maggior produttore di energia elettrica
della Slovacchia e il secondo dell’Europa Centro-orientale, con una capacità di
7.000 megawatt, pari a metà di quanto Enel ha dovuto cedere in Italia con le
Genco. Si tratta di una delle più grandi acquisizioni italiane all’estero, per
un controvalore di 840 milioni di euro.
Ad aprile vengono acquisite anche le società rumene Electrica Banat
ed Electrica Dobrogea. Insieme rappresentano quasi il 20% del mercato
della distribuzione e vendita di elettricità in Romania, con oltre 1 milione e
400 mila clienti, un numero totale simile a quello dei clienti che Enel ha
ceduto in Italia alle ex municipalizzate per favorire la liberalizzazione del
mercato della distribuzione di energia elettrica.
Tra maggio e settembre, come previsto dalla legge, Enel cede le quote nel
capitale di Terna, un atto che garantisce la piena indipendenza della rete
nazionale di trasmissione e l’assoluta imparzialità nell’accesso al mercato a
tutti gli operatori.
Nello stesso anno Enel emette sul mercato obbligazioni per un valore di
un miliardo di euro.
2006: espansione e crescita internazionale – Nel 2006 viene
finalizzato il closing per il 66% di Slovenské Elektràrne, Enel si
aggiudica la gara per la rete elettrica di Bucarest, acquisisce in
Brasile 98 MW idroelettrici e rafforza la propria presenza in Bulgaria,
consolidando il controllo di Maritza East III.
Nello stesso anno firma un accordo per la costruzione di nuovi impianti da
fonti rinnovabili in Spagna per 850 milioni di euro e acquista in Texas un
progetto eolico da 63 MW.
In Russia viene conclusa l’acquisizione del 49,5% del trader russo
RusEnergoSbyt (Res), e a novembre entra in funzione il secondo impianto da 450
MW della centrale termoelettrica a ciclo combinato di San Pietroburgo.
A dicembre viene completata l’uscita dal settore delle telecomunicazioni,
con il trasferimento del 26,1% del capitale di Weather, società che a sua volta
possiede l’intero capitale di Wind. È l’atto definitivo nella strategia
di rifocalizzazione sul core business.
Nello stesso mese viene presentato un piano a favore dell’ambiente
che ha pochi paragoni nel mondo: Enel prevede di investire oltre quattro
miliardi di euro in cinque anni per le rinnovabili e per la ricerca e
l’applicazione delle migliori tecnologie di abbattimento delle emissioni.
L’obiettivo è produrre energia a costi contenuti, nel rispetto dell’ambiente, e
contribuire a ridurre i rischi del mutamento climatico: a regime, si eviterà
l’emissione in atmosfera di quattro milioni di tonnellate di CO2 all’anno.