Sostenibilità, le uniche ricette sono il nucleare e le rinnovabili

È l'opinione di Fatih Birol, economista Capo dell'Agenzia Internazionale per l'Energia

Responsabile dell'ufficio studi economici dell'International Energy Agency e supervisore dell'annuale World Energy Outlook dell'IEA, Fatih Birol è probabilmente la persona che si trova a catalogare, analizzare e sintetizzare la maggior mole di dati sull'energia a livello mondiale.

Da anni il focus delle analisi dell'IEA da lui supervisionate è incentrato sulla sostenibilità energetica, un tema su cui ha ormai maturato convinzioni consapevolmente chiare. Che non si stanca di ribadire in ogni occasione, come nel corso del recente Sustainability Day organizzato a febbraio da Enel a Roma.

Ogni discorso sulla sostenibilità energetica - ricorda Birol - deve tener conto di tre sfide: i cambiamenti climatici, la sicurezza energetica, la disponibilità energetica degli oltre 1,5 miliardi di persone che non hanno nemmeno accesso all'energia elettrica.

Per superare queste tre barriere le uniche ricette attualmente disponibili sono il ricorso all'energia nucleare e alle fonti rinnovabili.

I progressi tecnologici stanno rapidamente modificando l'economia delle fonti di energia e già oggi (con il petrolio sugli 80 dollari al barile, un prezzo che difficilmente scenderà nei prossimi anni, afferma Birol) il kWh prodotto da alcune fonti rinnovabili è allineato a quello delle principali fonti fossili. Non solo l'idroelettrico, ma anche l'eolico benché ancora solo nelle favorevoli condizioni del nord Europa. Anche l'innovazione nella geotermia sta facendo grandi progressi e presto questa fonte supererà per convenienza molte altre.

Sulle rinnovabili, comunque, Birol sottolinea che gli incentivi devono essere una soluzione temporanea, ed è ormai urgente un loro graduale ridimensionamento rispetto ai livelli che hanno raggiunto negli ultimi anni. Anche perché un eccesso di risorse per incentivare alcune tecnologie di generazione elettrica può avere negative ripercussioni sugli investimenti in efficienza energetica, che sono invece molto più efficaci per l'obiettivo di ridurre le emissioni. E quindi c'è un punto per cui l'eccessiva incentivazione delle rinnovabili - nell'attuale situazione di mercato - rischia di essere controproducente ai fini dell'obiettivo principale, che è quello di ridurre le emissioni di CO2.

La piena competitività delle rinnovabili, secondo Birol, verrà tuttavia solo in seguito ad ulteriori progressi tecnologici o nel caso vengano tassate (e non di poco) le emissioni di CO2.

Per ridurre le emissioni globali l'economista Capo dell'IEA sottolinea anche l'importanza dei meccanismi flessibili di scambio come quelli introdotti con il Protocollo di Kyoto. Ma dal punto di vista tecnologico, le cose su cui consiglia di puntare sono soprattutto l'idroelettrico (per quanto ancora possibile), la geotermia, il carbone pulito (visto che i consumi globali faranno sempre più affidamento su questo combustibile nei prossimi decenni) e il nucleare.

Su quest'ultimo punto in particolare Birol è chiarissimo: «il nucleare è l'unico in grado di generare elettricità su larga scala con emissioni di CO2 vicine allo zero. Solo l'idroelettrico è paragonabile, ma il suo potenziale è limitato».

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