21/6/2011

Fulvio Conti: le sfide per il futuro energetico dell’Europa

L’esigenza di creare in Europa regole chiare e stabili e pari condizioni di mercato ribadita dall’ad di Enel, Fulvio Conti, ora anche nuovo presidente di Eurelectric, l’associazione dell’industria elettrica europea

Nei prossimi anni occorreranno massicci investimenti in nuove infrastrutture energetiche e nello sviluppo di tecnologie innovative, per garantire all’Europa forniture elettriche sicure, economiche e ambientalmente sostenibili. Lo ha affermato a Stoccolma l’amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti, a margine della Conferenza annuale di Eurelectric, l’associazione dell’industria elettrica europea, nel corso della quale Conti è stato eletto presidente dell’organismo.

Si tratta di investimenti che per quantità e tempi di ritorno rappresentano una sfida per il sistema energetico europeo – ha proseguito Conti – ma che sono necessari per poter realizzare il mercato unico dell’energia e per poter centrare gli obiettivi di riduzione delle emissioni che l’UE si è data.

«Il futuro sistema energetico europeo dipende dalla capacità di creare oggi un clima adatto a favorire investimenti competitivi. Abbiamo dunque urgente bisogno di un quadro regolatorio stabile nel lungo periodo e di pari condizioni di mercato per garantire una remunerazione adeguata ai progetti più efficienti e innovativi in settori quali: fonti rinnovabili, nuova potenza flessibile e di back-up, tecnologie per la cattura e il sequestro della CO2, trasporto elettrico, reti intelligenti e altro ancora».

Sull’importanza di dar vita ad un quadro normativo comune si è soffermato anche Johannes Teyssen, amministratore delegato di E.On e vice presidente di Eurelectric. «Gli obiettivi ambiziosi che si è posta l’Unione Europea – ha dichiarato – possono essere raggiunti solo se i 27 membri dell’Unione trovano un accordo sull’introduzione di un complesso di strumenti comuni di politica energetica».

Teyssen, per esempio, ha lamentato l’esistenza in Europa di regimi di sostegno allo sviluppo delle rinnovabili molto diversi da Paese a Paese ed ha osservato che solo una maggiore armonizzazione di questi regimi può garantire quelle condizioni di competitività che potranno portare il settore elettrico a ridurre drasticamente le emissioni di carbonio entro il 2050.

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