Enel riconosce la centralità della lotta ai cambiamenti climatici tra le proprie responsabilità di grande azienda globale del settore energetico e ha da anni avviato interventi per ridurre le emissioni di gas serra in tutti i Paesi nei quali opera, sia attraverso il rispetto degli obblighi previsti dalla Direttiva ETS sia attuando una strategia di lungo termine. In tale ambito, l’Amministratore Delegato ha sottoscritto l’iniziativa di Eurelectric (3) che impegna 60 aziende a trasformare entro il 2050 il settore elettrico europeo in un’industria ‘neutra’ dal punto di vista delle emissioni di CO2.
Rispetto al 1990, anno di riferimento del Protocollo di Kyoto, le emissioni specifiche di CO2 del Gruppo Enel sono diminuite del 32%. Malgrado un lieve incremento registrato nel corso dell’anno, nel 2012 Enel ha conseguito una riduzione del 10% rispetto alle emissioni del 2007, superando così l’obiettivo di riduzione del 7% già comunicato. Questo risultato consente di confermare l’obiettivo di riduzione del 15% fissato per il 2020 rispetto al 2007, anno immediatamente precedente al primo commitment period previsto dal Protocollo di Kyoto.
La strategia di lungo termine del Gruppo Enel è basata sullo sviluppo delle fonti a emissioni zero, sull’impiego delle migliori tecnologie esistenti, la promozione dell’efficienza energetica e lo sviluppo delle “smart grid”, la ricerca e l’innovazione, e la riduzione delle emissioni con progetti nei Paesi in via di sviluppo e nelle economie in transizione, anche sfruttando i meccanismi flessibili introdotti dal Protocollo di Kyoto (Clean Development Mechanism e Joint Implementation), nei quali il Gruppo è tra i leader mondiali.
In particolare, il ricorso ai meccanismi flessibili consente non solo di ottenere una riduzione delle emissioni al minor costo (a parità di beneficio ambientale), ma anche di favorire il trasferimento tecnologico e lo sviluppo sostenibile delle economie meno avanzate. Tramite i meccanismi flessibili, nel 2012 Enel ha evitato emissioni in atmosfera per quasi 37 milioni di tonnellate di CO2 equivalente.
Clean Development Mechanism, Joint Implementation e iniziative volontarie
I progetti CDM e JI di Enel – circa cento, esclusi quelli derivanti dalla partecipazione a fondi – sono localizzati in Asia, Africa e America Latina e coprono un’ampia gamma di tecnologie: rinnovabili (idroelettrico, eolico e geotermico), gas industriali, biomasse, distruzione di metano, efficienza energetica, trattamento delle acque e dei rifiuti. I dettagli relativi ai progetti CDM in cui il Gruppo Enel compare come Project Participant sono reperibili sul sito delle Nazioni Unite a partire dalla pagina http://cdm.unfccc.int/projects/index.html.
Enel è anche attiva nel settore del mercato volontario delle riduzioni di emissione, diretto a soggetti (società, istituzioni, clienti finali, ecc.) che intendono monitorare o neutralizzare la propria carbon footprint, ossia l’impatto in termini emissivi delle proprie attività (eventi, pubblicazioni, prodotti e servizi). Tutte le iniziative sono associate al marchio “CO2 NEUTRAL” registrato da Enel nel 2011.
Per quanto riguarda le politiche di adaptation sui cambiamenti climatici, eventi meteorologici estremi possono avere impatti rilevanti sul livello e la qualità del servizio di fornitura dell’energia elettrica, sia nel breve sia nel lungo periodo. Nel corso del 2013, Enel estenderà a tutto il Gruppo la mappatura di vulnerabilità dei propri impianti al cambiamento climatico già avviata in Iberia e in America Latina lo scorso anno