Le spese ambientali (gli investimenti e le spese correnti) sono rilevate secondo un sistema di classificazione ispirato ai criteri Eurostat/Istat, secondo il quale sono considerate “spese per la protezione dell’ambiente” le spese per attività e azioni di prevenzione e riduzione dei fenomeni di inquinamento e degrado ambientale nonché di ripristino della qualità dell’ambiente, a prescindere dalla ragione che le determina (provvedimento normativo, convenzione con ente locale, decisione aziendale, ecc.). Sono escluse le spese sostenute per limitare l’utilizzazione di risorse naturali cosi come le spese per attività che, pur esercitando un impatto favorevole sull’ambiente, sono effettuate per perseguire altri scopi principali, quali igiene e sicurezza dell’ambiente di lavoro. Il termine “spesa” e sempre inteso in senso algebrico, potendosi trattare anche di ricavi, come in alcuni casi di conferimento di rifiuti per recupero.