Il cervo è un ungulato di grandi dimensioni che vive prevalentemente in
ambienti boschivi aperti e che, in inverno, frequenta anche i boschi di
conifere e territori con vegetazione sempreverde.
In Italia si trova soprattutto in boschi di latifoglie e boschi misti che si
alternano a radure e pascoli e fino a non molti decenni fa era presente
nell’Appennino meridionale. Ora, a causa di una caccia incessante e non
selettiva e di un’erosione continua del suo habitat da parte dell’uomo, ha
subito una completa estinzione con una conseguente ricaduta sugli ecosistemi in
cui risedeva.
Il reinserimento del cervo rappresenterebbe un beneficio diretto non solo
alla biodiversità, ma a tutta la catena biologica, dal momento che questi
erbivori sono fondamentali nella dieta del lupo.
La loro diffusione potrebbe essere così di aiuto all’agricoltura e alla
zootecnia dei territori marginali e montani che vedono negli attacchi dei lupi
alle greggi una delle più grosse problematiche fra uomo e fauna selvatica.
Il progetto
L’area faunistica del Cervo di Sasso di Castalda situata a Potenza,
nell’Appennino meridionale, è una delle strutture di stintesi nel recupero del
cervo. Attualmente ne ospita 8 esemplari e viene utilizzata per scopi didattici
dal CEA - Centro di Educazione Ambientale - gestito da Legambiente.
Dalla collaborazione tra Enel e il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano,
nasce un progetto di durata annuale finalizzato a:
- migliorare la conoscenza di questa specie;
- realizzare uno studio di valutazione dell’idoneità ambientale del cervo nel
territorio settentrionale del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano-Val
d’Agri-Lagonegrese, finalizzato alla verifica di fattibilità di un eventuale
progetto di reintroduzione;
- realizzare azioni di sensibilizzazione della comunità locale nei confronti
del cervo, promuovendo la conoscenza delle azioni di conservazione delle
specie, delle minacce cui è soggetta e dei temi più generali del mantenimento
della biodiversità.
Indietro