La bioluminescenza, cioè la produzione di luce in maniera organica,
permette a una miriade di organismi marini - dai microscopici esseri del
plancton alle rane pescatrici, dai calamari alle meduse - di generare luce per
adescare o abbagliare, nascondersi o farsi notare, mangiare o evitare di essere
mangiati,
muoversi nel buio degli abissi e perfino comunicare.
A questo misterioso mondo delle “lampadine viventi” si affianca quello degli
animali che da tempo immemore sono in grado di produrre energia elettrica:
dalle torpedini del Mediterraneo alle anguille elettriche del Mar Rosso e alla
loro “cugina” delle acque dolci sudamericane, capace di emettere scariche da
600 volt.
È proprio lo spunto fornito da tutti questi organismi marini che emanano
energia che ha portato Marevivo, a ideare “Biodiversità marina in
luce”.
Il progetto, realizzato in collaborazione con Enel, è finalizzato a diffondere
alla più ampia utenza il significato dell’energia in natura e più in
particolare della ricchezza di biodiversità che il mare racchiude e
dell’importanza della sua conservazione.