Studio e monitoraggio

La presenza del Gruppo Enel a livello internazionale rappresenta un’opportunità per sostenere la salvaguardia degli ecosistemi e degli habitat naturali.

Per ogni grande opera Enel effettua studi di impatto ambientali specifici per assicurare la tutela del paesaggio, dell’ambiente naturale e della biodiversità e piani di monitoraggio per verificare nel tempo il rapporto dell’opera con l’ambiente circostante. Il monitoraggio biologico risulta infatti essenziale per valutare il processo di modifica o deterioramento della qualità di un ambiente e gli effetti prodotti sugli organismi viventi.

Enel inoltre è impegnata ad orientare la propria attività di arricchimento ittico utilizzando nelle semine le specie comprese nella “lista rossa” dell’IUCN e nella tutela delle aree umide artificiali. Tali zone infatti rivestono una notevole importanza sotto il profilo ecologico, costituendo una componente essenziale dell’equilibrio idraulico del territorio.

Tra le attività svolte da Enel per la salvaguardia della biodiversità animale e vegetale vi sono:

Il monitoraggio biologico terrestre
Enel esegue attività di biomonitoraggio nelle aree adiacenti diverse centrali, adottando tecniche riconosciute dalla comunità scientifica a livello internazionale che possono essere di tipo attivo, biosensori collocati sul territorio, e di tipo passivo, già presenti in natura.
Il monitoraggio valuta gli effetti dell’inquinamento ambientale mediante organismi viventi e parametri biologici. La metodologia utilizzata permette di stimare, attraverso il bioaccumulo e la bioindicazione, l’alterazione dei componenti reattivi degli ecosistemi.

In Enel attualmente sono in corso campagne di biomonitoraggio terrestre nelle centrali di Torrevaldaliga Nord (RM), Termini Imerese (PA), Santa Barbara (AR) e La Casella (PC).

Il monitoraggio delle acque
Attività di monitoraggio vengono effettuate nei corpi d’acqua interessati dalla produzione termoelettrica per verificare, attraverso osservazioni del benthos, del plancton, del fitoplancton, della vegetazione algale e della Posidonia oceanica, che i parametri fisico-chimico-biologici a seguito della restituzione delle acque di raffreddamento non comportino nel tempo un cambiamento ecosistemico e della biodiversità.

Attualmente sono in corso campagne di monitoraggio termico in tutte le centrali. Vengono inoltre svolte campagne di monitoraggio biologico nelle centrali di Torrevaldaliga Nord (RM), Bastardo (PG), Porto Corsini (RA) e Montalto di Castro (VT).

Semine ittiche
Nella generalità dei corpi d’acqua interessati dall’attività idroelettrica vengono di norma effettuate semine ittiche, al fine di garantire un alto standard ecosistemico.
In alcuni casi, in accordo con gli enti locali, Enel orienta la propria attività di arricchimento ittico all’utilizzazione di specie che, a livello locale, sono esposte a rischi maggiori. In particolare vengono effettuate semine ittiche utilizzando specie a rischio di estinzione richiamate dalla “Red List” redatta dall’IUCN.

Le zone umide e il minimo deflusso vitale
Enel, grazie alla costante manutenzione della vasta rete di bacini idroelettrici e attraverso i rilasci d’acqua negli alvei dei fiumi sottesi agli sbarramenti, consente sia la creazione di una rete di zone umide minori sia il mantenimento di ecosistemi che hanno una funzione vitale per la riproduzione, la sopravvivenza e il reinsediamento di molte specie di uccelli acquatici.

In Abruzzo, nel fiume Sagittario, per esempio, si è insediato il merlo acquaiolo: una specie rara e particolare di uccello che vive nei fiumi appenninici, letteralmente ’volando’ sott’acqua.
Grazie al rilascio di acqua da parte di Enel, esso è ricomparso in queste aree, ricolonizzando il tratto di fiume che scorre nelle Gole del Sagittario.

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