House Organ

05/08/2011

Mi ricordo risorse verdi

L' archivio storico Enel ha deciso di dedicare alle risorse non fossili la seconda monografia tratta dai documenti storici al suo interno.

Sono il nostro futuro ma affondano le loro radici in un grande passato. Parliamo delle fonti rinnovabili che devono il loro momento di grazia odierno proprio al lungimirante lavoro di ricerca e di investimento realizzato negli ultimi decenni. Per questo motivo l’Archivio storico Enel ha deciso di dedicare alle risorse non fossili la seconda monografia tratta dai documenti storici qui custoditi: “Storia dell’energia verde” racconta il cammino percorso dalla nostra azienda dai primi passi nell’idroelettrico e nel geotermico sino alla recente nascita di Enel Green Power. La prima monografia è stata dedicata al nucleare in Italia.

Attraverso le testimonianze conservate nell’Archivio storico, Giovanni Paoloni e Margherita Martelli hanno ricostruito questo percorso, spiegandone gli effetti ambientali ed economici sul nostro Paese. L’Italia, infatti, non solo presenta risorse particolarmente ricche per quel che riguarda corsi d’acqua, montagne, sole, vento, fluidi geotermici, ma può anche vantare scienziati e imprenditori attenti e lungimiranti che hanno saputo dar vita a una produzione di energia innovativa e all’avanguardia.

Se è assoluto il primato italiano nel campo dell’energia geotermica, non è da meno quello delle costruzioni, come dimostrato dal primo grande impianto idroelettrico in Europa a Paderno d’Adda, la più grande centrale solare a torre e a specchi ad Adrano, in Sicilia e il grande impianto fotovoltaico in Campania, a Serre Persano.

Raccontare la lunga storia di successi e investimenti nell’energia “verde” è importante per prendere coscienza del percorso energetico compiuto dal Paese e stimolare gli slanci futuri. Oggi infatti tutto il mondo guarda con estrema attenzione allo sviluppo delle fonti rinnovabili: gli stakeholder, gli analisti e gli investitori sono in prima fila, e l’azienda promuove con impegno le migliori pratiche sul rispetto ambientale, la minimizzazione degli impatti, la prevenzione e il controllo dei rischi, l’innovazione tecnologica.

“Un’opportunità industriale e sociale per il nostro Paese” come la definisce l’amministratore delegato di Enel Green Power Francesco Starace, nella premessa al volume. “La costituzione di Enel Green Power, l’accorpamento di tutte le attività nel settore delle fonti rinnovabili di Enel ed Endesa in Spagna e Portogallo, la filiera di progetti in sviluppo nei prossimi anni – si legge inoltre nella prefazione di Piero Gnudi, Presidente Enel – fanno sì che Enel Green Power sia oggi uno dei principali operatori mondiali, in grado di dare un contributo nel risolvere la difficile equazione sviluppo economico e compatibilità ambientale”. Un mondo, insomma, che punta dritto al giorno in cui la dipendenza dalle fonti fossili sarà terminata.

Da Enel insieme
Numero 8 | Anno VII Ottobre 2010

05/08/2011

PlayEnergy, il futuro immaginato

“Siete voi che guidate la nostra innovazione”. Con queste parole l’ad di Enel, Fulvio Conti, si è rivolto alla platea di oltre 300 ragazzi di scuole medie e superiori, provenienti da dodici Paesi di Europa, America del Nord e del Sud, che il 30 maggio hanno gremito l’Auditorium Enel di Roma per la cerimonia di chiusura del concorso PlayEnergy.

L’evento conclusivo del progetto è stato il degno coronamento di un anno appassionato che ha coinvolto oltre 460mila studenti di 83mila istituti italiani ed esteri, registrando la partecipazione al concorso finale di 125mila ragazzi con 2.830 progetti in gara. A celebrare questi giovani protagonisti dell’iniziativa di Enel, giunta ormai alla sua ottava edizione e sempre più proiettata in una dimensione internazionale, sul palco dell’Auditorium sono saliti due ospiti d’eccezione: Victoria Cabello, madrina e presentatrice della giornata, e Jovanotti, accolto con una vera propria ovazione sulle note del suo successo “Io penso positivo”.

RAGAZZI CONSAPEVOLI E CREATIVI
Ai ragazzi provenienti da Italia, Russia, Bulgaria, Guatemala o Stati Uniti, per citare solo alcuni dei Paesi coinvolti da PlayEnergy, l’ad di Enel ha ricordato che “il mondo ha bisogno di immaginare il suo futuro” e che in questo compito le giovani generazioni hanno una responsabilità decisiva, perché “i ragazzi di oggi sono i cittadini consapevoli di domani”.

I progetti in gara hanno documentato come questa fiducia nei giovani sia più che ben riposta perché energia, tecnologia e tutela della natura sono sempre più pane quotidiano per le nuove generazioni. Un dato di fatto che lo stesso Jovanotti riscontra confrontando la consapevolezza della sua generazione su temi come il risparmio energetico e la responsabilità ambientale e di quella della figlia dodicenne, “che spesso spiega a noi adulti come si devono fare le cose nel rispetto dell’ambiente” perché già dalla scuola ha imparato i piccoli gesti necessari per realizzare nel quotidiano quella che i grandi definiscono sostenibilità.

Il concorso PlayEnergy 2010-2011 ha avuto come titolo “Sulle Tracce dell’energia”, spunto offerto ai ragazzi per mettere in pratica le loro capacità creative. Ma non solo: gli oltre 100mila studenti si sono impegnati nello studio delle realtà energetiche di altri Paesi per scoprire le fonti più impiegate, le tecnologie più innovative ed efficienti e proporre progetti di comunicazione, informazione e anche di soluzioni pratiche. Come la tesi “Pianificazione del territorio e riduzione delle emissioni” realizzata dagli studenti del Liceo Scientifico Tecnologico A. Meucci di Massa Carrara, vincitori della la quarta edizione del Master PlayEnergy.


UN EVENTO CARBON NEUTRAL

Per Jovanotti un’iniziativa come PlayEnergy “rispecchia l’esigenza dei nostri tempi” perché “viviamo ormai in un mondo 2.0, dove nessuno può più permettersi di non rispettare le persone” e quindi anche la responsabilità ambientale assume un valore sempre maggiore. Rivolgendosi ai ragazzi il cantante ha invitato a coltivare e diffondere una consapevolezza diffusa sui temi energetici e nel contempo a compiere scelte che testimonino a tutti la possibilità di prendere davvero sul serio la responsabilità ambientale. La stessa iniziativa Play Energy del resto è stata un’occasione per documentare quest’attenzione. La cerimonia conclusiva ne è un esempio: le emissioni di anidride carbonica prodotte durante la giornata saranno infatti compensate con la piantumazione in Camerun di 450 alberi da frutto, uno per ogni ragazzo premiato.

Numero 5 | Anno VIII. Giugno 2011

05/08/2011
Voler bene all’Italia (unita)

Voler bene all’Italia (unita)

L’ottava edizione della festa dei piccoli comuni, sostenuta da Enel Green Power, è stata dedicata ai 150 anni dell’unificazione del Paese

05/08/2011

Quando attenzione fa rima con conciliazione

All’Auditorium di Roma si è tenuto il “Terzo workshop nazionale sulla conciliazione paritetica” tra Enel e le associazioni dei consumatori

05/08/2011

DNA sostenibile

Da tempo Endesa è impegnata per costruire uno sviluppo responsabile. Ecco le linee guida di questo percorso

26/04/2011

The Perfect Day

Si è svolto a Madrid il secondo Sustainability Day del Gruppo Enel. Un’occasione importante per ribadire che il successo delle aziende è sempre più legato al benessere sociale

25/03/2011

Anche nel 2011 Enel nell’Indice Dow Jones

Per il settimo anno consecutivo nel 2011 Enel farà parte del Dow Jones Sustainability Stoxx Index (Djsi Stoxx) e dell’indice World di Dow Jones (Djsi World), due tra i più prestigiosi indicatori internazionali delle performance aziendali dal punto di vista ambientale e sociale. “Un’ulteriore conferma dell’impegno di tutto il Gruppo nel mantenere standard di sostenibilità e trasparenza di livello mondiale” come ha commentato l’ad e dg Fulvio Conti. Ottima, in particolare, è stata la valutazione da parte degli analisti delle performance di Enel in ambito “Occupational Health and Safety”.

Enel ha conseguito un punteggio di 97, posizionandosi a soli due punti dalla migliore che ha totalizzato 99 e molto al di sopra del punteggio medio, che è stato di 68. Il risultato è estremamente positivo ed evidenzia un notevole miglioramento rispetto alla valutazione dello scorso anno in cui la nostra azienda aveva conseguito un punteggio di 65.

Il Djsi Stoxx traccia le performance delle prime 120 aziende (il 20% su un totale di 600 partecipanti) nelle rispettive nazioni, mentre il Djsi World prende in considerazione le 250 migliori società al mondo sulla base di criteri economici, ambientali e sociali. Per accedervi le società devono periodicamente dimostrare, attraverso il costante contatto con gli analisti di riferimento e la compilazione di un questionario annuale, di mettere in atto pratiche di eccellenza nella sostenibilità. Secondo Sam Dow Jones, Enel risulta, inoltre, sustainability leader italiana nel settore elettrico. È stata confermata la presenza negli indici Dow Jones anche di Endesa.      

Da Enel insieme
Numero 8 | Anno VII Ottobre 2010

10/12/2010

Gri, il valore della responsabilità

Cosa significa essere un’organizzazione sostenibile? E come si possono rendicontare in modo integrato i dati finanziari e gli indicatori di sostenibilità? Ne hanno parlato lo scorso 25 novembre all’auditorium Enel di Roma alcuni dei maggiori esperti internazionali di sostenibilità convocati dal Global Reporting Initiative (Gri) che, per la prima volta in assoluto, si sono incontrati in Italia

30/09/2010

Un dialogo in evoluzione

Claudio Stanzani, esperto di relazioni industriali parla del rapporto tra istituzioni, sindacati e aziende in Europa

Il dialogo sociale è uno dei pilastri su cui si basa il modello europeo di confronto tra aziende, istituzioni e rappresentanze dei lavoratori. L’aumento crescente del numero di imprese transnazionali fa sì che questa relazione sia in continua evoluzione. Enel Insieme ne ha parlato con Claudio Stanzani, direttore della Social development agency, un’associazione senza fini di lucro che da anni studia l’evoluzione del settore.

In cosa consiste il dialogo sociale europeo?
Nell’insieme delle relazioni tra le parti sociali europee e le istituzioni dell’Unione (principalmente la Commissione), oppure tra le parti sociali stesse. Quando include anche i vertici istituzionali può essere tripartito e può assumere forma di scambio d’informazioni, di consultazione o di concertazione nell’incontro annuale con la Presidenza. Nel caso di dialogo tra le parti sociali (o bipartito) può arrivare anche a una vera attività negoziale, sia a livello interprofessionale sia a livello settoriale. È il principale strumento attraverso il quale le parti sociali possono contribuire a definire le norme europee, e svolge quindi un ruolo essenziale nella governance dell’Unione. Questa attività negoziale ha prodotto importanti accordi sui congedi di paternità, sul lavoro a tempo determinato, sul telelavoro, sullo stress, ecc.

Uno dei principali strumenti di sostegno alla coesione sociale e all’integrazione dei lavoratori europei è il Comitato aziendale europeo (Cae). Come funziona?
Le grandi imprese da tempo operano su una base territoriale sempre meno legata ai confini e ai soggetti nazionali. Decisioni cruciali per la vita dell’impresa e per un numero elevato di lavoratori come ristrutturazioni, fusioni, licenziamenti collettivi, cessazione di rami di attività, vengono ormai prese a livello sovranazionale. I Comitati aziendali europei sono stati concepiti proprio per garantire ai lavoratori di imprese o gruppi di dimensione europea una rappresentanza in grado di interloquire, attraverso il riconoscimento di diritti d’informazione e consultazione, con le direzioni centrali. In questo modo tutti i lavoratori europei sono informati in modo uniforme sulle politiche e le strategie industriali delle imprese di dimensione sovranazionale.

Quanti Cae sono presenti in Europa e in Italia e quanti lavoratori rappresentano?
Secondo le stime della Social development agency e dell’Istituto sindacale europeo (Etui) in Europa più di 950 multinazionali si sono dotate di un comitato, circa il 40% di quelle che rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva Cae. In Italia i comitati costituiti dal ’94 a oggi e tuttora funzionanti sono 46; a questi andrebbero aggiunti circa 480 Cae a “casa madre estera” nei quali sono presenti membri rappresentanti degli stabilimenti italiani. L’Etui stima in circa 16 milioni i lavoratori europei rappresentati oggi nei Cae. Non esiste una stima esatta per quanto riguarda i lavoratori italiani.

Che bilancio si può fare dei primi quindici anni di attività dei Cae?
Hanno dimostrato senz’altro di poter giocare un ruolo importante nella governance d’impresa. In molte realtà, si sono affermati come soggetti attivi di dialogo sociale, andando ben oltre i compiti delineati dalle direttive e arrivando a fungere da organismi negoziali e poli d’opinione in grado di elaborare istanze provenienti dai diversi contesti nazionali. Hanno dimostrato anche capacità di agire in situazioni di crisi e di saper gestire il cambiamento in un’ottica europea e solidale. Tuttavia, per la maggior parte, i Cae sono ancora sottoutilizzati, e il loro potenziale è ancora sottovalutato: il sindacato, per esempio, non ha ancora riconosciuto loro il ruolo di luoghi cardine delle relazioni industriali transnazionali e ancora fatica a considerarli strumenti interni propri. Scontano infine un’arretratezza culturale diffusa sulla dimensione europea, che ostacola quell’ « interscambio informativo » fra ambiti nazionali e sovranazionali (sempre più rilevanti nella strategia delle grandi imprese) che, ferme rimanendo le competenze dei singoli sistemi di relazioni industriali sulle questioni di un singolo Paese, a mio avviso sarebbe auspicabile, nella prospettiva sempre più globale dell’economia e dei rapporti sociali.

Da Enel Insieme
Numero 7 - Anno VII Settembre 2010

01/09/2010

Se attenzione fa rima con conciliazione

Venti milioni di clienti oggi risolvono le controversie in modo veloce ed economico

Nel 2007, quando venne lanciata a livello nazionale la procedura di conciliazione paritetica adottata insieme alle associazioni dei consumatori, lo slogan adottato fu: “Quando attenzione fa rima con conciliazione”. Oggi a tre anni di distanza, la procedura di conciliazione consente a oltre venti milioni di clienti di risolvere in modo veloce, semplice e senza alcun onere economico qualsiasi controversia di natura economica legata al contratto di fornitura di energia elettrica e di gas.

Allo strumento possono ricorrere tutti i clienti domestici di Enel Servizio Elettrico, la società che eroga la fornitura di energia elettrica nel Servizio di maggior tutela, e di Enel Energia, la società di vendita di energia elettrica e gas nel mercato libero. Ed entro il 2010 questo strumento sarà esteso a un maggior numero di clienti: Enel infatti ha aperto un tavolo di lavoro per la firma di un protocollo di intesa con le sei più importanti Associazioni nazionali di rappresentanza delle piccole e medie imprese Confartigianato, Cna, Confcommercio, Confapi, Confesercenti e Confagricoltura, che consentirà di estendere la conciliazione anche alle attività imprenditoriali.

L’esperienza è mutuata dal settore della telefonia: più di dieci anni or sono le associazioni dei consumatori hanno cominciato a perseguire questa via alternativa alla giustizia ordinaria per la soluzione delle controversie con le più importanti compagnie. Visti i risultati estremamente positivi, hanno poi deciso di utilizzare la conciliazione anche in altri mercati, fra cui quello energetico, in un momento particolarmente delicato rappresentato dalla completa e definitiva liberalizzazione del settore.

Enel oggi è l’unica azienda in Italia e nel panorama europeo ad avere una procedura di conciliazione attiva e a regime in ambito nazionale. Considerata la dimensione internazionale raggiunta in questi ultimi anni dall’azienda, il modello verrà esportato all’estero, riproponendo la positiva esperienza di progettualità congiunta con le associazioni dei consumatori italiane: la collaborazione costituisce una best practice in materia di relazione fra una grande azienda e gli stakeholders.

Il progetto è nato nel 2004 e si è concretizzato due anni dopo, con la firma di un protocollo di conciliazione e di un regolamento attuativo da parte dell’Amministratore Delegato di Enel, Fulvio Conti e dei vertici di tutte le associazioni dei consumatori del CNCU (Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti, organismo istituito nel 1998 presso il Ministero dello Sviluppo Economico).

La procedura di conciliazione paritetica, che si sviluppa completamente online, è stata poi sperimentata per circa un anno in Piemonte e successivamente ampliata a tutto il territorio nazionale. L’estensione della procedura è avvenuta dopo un ciclo di 28 corsi di formazione rivolti ai conciliatori e agli operatori degli sportelli territoriali delle associazioni che si sono svolti in nove città italiane, organizzati presso le sedi Enel da Consumers’ Forum, con il supporto economico dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas.

Da Enel Insieme
Numero 1 | Anno VII Gennaio/Febbraio 2010

 
CO2 Neutral