Nel 2006, il Consiglio d'Amministrazione di Enel ha approvato una
disposizione descrittiva delle misure anti-corruzione adottate da Enel: il
Piano Tolleranza Zero contro la Corruzione (Piano TZC) messo a punto con
la collaborazione e supervisione di Transparency International.
Il Piano TZC non sostituisce e non si sovrappone al Codice Etico o al
modello organizzativo e gestionale adottato ai sensi del decreto legislativo n.
231/2001.
Costituisce piuttosto un approfondimento sul tema della “corruzione” ed è
finalizzato ad osservare gli impegni di sostenibilità assunti da Enel.
In particolare si riserva di:
- ricercare e promuovere azioni in campo sociale, come l’educazione alla
legalità e la responsabilizzazione del proprio personale;
- sostanziare l’adesione di Enel al Global Compact
- aderire al PACI, Pact Against Corruption Initiative, patto
d’iniziativa contro la corruzione siglato insieme da 60 aziende.
Il piano, una volta fatto proprio da tutte le società Enel, è formalmente
adottato dai Consigli di Amministrazione di ciascuna controllata.
Il processo di diffusione e applicazione del Codice Etico e del Modello
Organizzativo 231 permette di:
- identificare e valutare gli elementi di rischio che possono pregiudicare il
conseguimento degli obiettivi aziendali;
- identificare le risposte del management per la gestione dei rischi;
- valutare il sistema di controllo esistente identificando le azioni per la
mitigazione dei rischi potenziali
- definire i rischi residui verificandone la compatibilità con una sana e
corretta gestione dell’impresa.
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