“Le imprese si impegnano a contrastare la corruzione in ogni sua forma, incluse l'estorsione e le tangenti”. Si tratta di uno dei principi del Global Compact, il programma d’azione lanciato dall’ONU nel 2000, che Enel osserva rigorosamente: il Gruppo, infatti, agisce sempre in modo da assicurare condizioni di correttezza e di trasparenza nella conduzione degli affari e delle attività aziendali, a tutela della propria posizione e immagine, delle aspettative dei propri azionisti, del lavoro dei propri dipendenti e di tutti gli altri stakeholder.
È per questo che nel giugno del 2006 il Consiglio di Amministrazione della Società ha approvato l’adozione del piano “Tolleranza Zero alla Corruzione” (TZC), attualmente in fase di applicazione presso tutte le società estere.
Il piano TZC non sostituisce né si sovrappone al Codice Etico e al Modello organizzativo e gestionale adottato ai sensi del decreto legislativo 231/2001, ma rappresenta un approfondimento relativo al tema della corruzione, finalizzato a osservare gli impegni di sostenibilità assunti da Enel e inteso a recepire una serie di raccomandazioni per l’implementazione dei principi formulati in materia da Transparency International.
In particolare il piano si riserva di:
- ricercare e promuovere azioni in campo sociale, come l’educazione alla legalità e la responsabilizzazione del proprio personale;
- sostanziare l’adesione di Enel al Global Compact;
- aderire al PACI, Partnering Against Corruption Initiative, patto d’iniziativa contro la corruzione siglato da 60 aziende.
Tutte le strutture organizzative dell’Azienda sono responsabili, per le parti di propria competenza, di un efficace processo di gestione del rischio corruzione attraverso la predisposizione di adeguati sistemi di controllo e di monitoraggio.
L’attività di analisi e supervisione del rischio corruzione rientra, inoltre, nel più generale processo di risk assessment di Gruppo, effettuato periodicamente dalla funzione Audit.
ultimo aggiornamento 19/07/2011