Rigore, trasparenza e senso di responsabilità nei rapporti interni e con il mondo esterno. Il modello organizzativo e gestionale di Enel si ispira a questi principi. Principi che rispecchiano il modello di organizzazione e di gestione previsto dal Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231, che, per prima in Italia, Enel ha adottato.
Il Modello ha introdotto nell’ordinamento giuridico italiano un regime di responsabilità amministrativa, ma di fatto penale, a carico delle società per alcune tipologie di reati commessi dai relativi amministratori, dirigenti o dipendenti, nell’interesse o a vantaggio delle società stesse.
Oggetto nel corso degli anni di aggiornamenti e integrazioni - al fine di tenere conto dell’esperienza applicativa maturata, delle pronunce giurisprudenziali e degli aggiornamenti normativi intervenuti -, il Modello è coerente nei contenuti con quanto disposto dalle linee guida elaborate in materia da associazioni di categoria e con la best practice statunitense.
Tutte le società controllate italiane adottano il Modello Organizzativo 231/01. Inoltre in data 12 maggio 2010 il Consiglio di Amministrazione di Enel SpA ha approvato le Linee Guida 231 per le società controllate estere.
Si compone di una “parte generale”, in cui vengono descritti, tra l’altro, i contenuti del decreto legislativo n. 231/2001, gli obiettivi e il funzionamento del Modello, i compiti dell’organo di controllo chiamato a vigilare sul funzionamento e l’osservanza del Modello stesso, il regime sanzionatorio.
Seguono poi le “parti speciali”, che riguardano le diverse tipologie di reati previsti dal decreto legislativo n. 231/2001.
Per vigilare sul funzionamento e sull’osservanza del Modello e per curarne il relativo aggiornamento, Enel ha istituito un organo di controllo di natura collegiale, i cui componenti non sono direttamente coinvolti in attività operative e hanno specifiche competenze professionali in merito all’applicazione del Modello.
ultimo aggiornamento 19/07/2011