Nuclear waste management

La gestione dei residui radioattivi è un aspetto che l’industria nucleare si è posta fin dall’inizio con l’obiettivo di giungere a soluzioni affidabili e sicure.

Le attività industriali generano residui: nel mondo vengono prodotte enormi quantità di residui definiti “pericolosi” (si stima circa 400 milioni di tonnellate l’anno), contenenti materiali chimici ed elementi tossici per l’uomo e per l’ambiente, che restano pericolosi per sempre. La soluzione per il loro smaltimento è il deposito in discariche controllate, con sistemi studiati per evitare che possano contaminare l’aria, l’acqua o il suolo.

Nel caso dei residui nucleari il processo generale è simile. Ma con due vantaggi. La quantità, che è estremamente ridotta, ed il fatto che la radioattività diminuisce col tempo.

La radioattività è infatti un fenomeno naturale presente in ogni luogo, anche nel corpo umano, e – a differenza degli elementi chimici - non è eterna, ma decade nel tempo, fino a tornare a valori compatibili con quelli ambientali.

Circa il 90% di tutti i residui prodotti dalle centrali nucleari è caratterizzato da una radioattività che decade a valori ambientali in tempi che variano da pochi secondi ad alcuni anni ed è quindi gestibile in maniera piuttosto semplice. Per il 7% dei residui il tempo necessario sale fino ad un massimo di 300 anni. Solo il 3% ha tempi di decadimento più lunghi,fino a migliaia di anni, tali da richiedere appositi depositi geologici.

Inoltre è importante sottolineare che la gestione dei residui nucleari non è legata solo alla produzione di energia. Residui radioattivi sono infatti prodotti costantemente da diverse attività umane, fra cui soprattutto il sistema sanitario, ma anche laboratori di ricerca, strutture militari e numerose industrie manifatturiere.

CO2 Neutral