World Energy Outlook, l’elettricità al centro

World Energy Outlook, l’elettricità al centro

I possibili scenari energetici da oggi al 2040 nel rapporto dell’International Energy Agency presentato all’Auditorium Enel il 6 dicembre: se non si interviene gli obiettivi di Parigi restano un miraggio

Il prezzo del petrolio è sempre più volatile, il carbone è destinato al declino, cresce l’elettrificazione dei consumi, i costi delle rinnovabili continuano a scendere. Eppure le emissioni di CO2 sono tornate ad aumentare, dopo tre anni senza variazioni, e il pianeta è ancora molto lontano dagli obiettivi ambientali fissati nell’Accordo di Parigi del 2015. Il World Energy Outlook 2018 dell’International Energy Agency (IEA) conferma - numeri alla mano - l’allarme rilanciato nei giorni scorsi dal Segretario generale dell’Onu António Guterres in apertura dei lavori della Conferenza mondiale sul clima COP24.

“Esiste un crescente e pericoloso disallineamento tra gli obiettivi sul clima e i trend del mercato dell’energia” ha spiegato il Direttore esecutivo dell’IEA, Fatih Birol, alla presentazione dello studio il 6 dicembre all’Auditorium Enel, a Roma, alla quale hanno partecipato anche la Presidente di Enel Patrizia Grieco, il CEO e General Manager Francesco Starace, il Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri Ambasciatrice Elisabetta Belloni, il sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico Davide Crippa e il consigliere del Ministro dell’Economia e delle Finanze Pasquale Lucio Scandizzo.

 

Gli scenari energetici possibili

“Il rapporto sul settore energetico più venduto nel mondo”, come lo ha orgogliosamente definito Birol, si propone di esplorare i possibili scenari sull’evoluzione del settore energetico da qui al 2040.

Nel New Policies Scenario (NPS), che considera le politiche in corso e gli impegni annunciati dai governi di tutto il mondo, vede un quadro complessivo in lento miglioramento - con una forte crescita delle energie rinnovabili - che tuttavia non è sufficiente al contenimento delle emissioni di CO2 ed al raggiungimento degli obiettivi stabiliti nell’Accordo di Parigi. Tali obiettivi sono invece raggiunti nel Sustainable Development Scenario (SDS), dove l’accelerata transizione verso fonti pulite determina il taglio delle emissioni di CO2, l’accesso universale all’energia e il miglioramento della qualità dell’aria.

“Policies matter” scrive Briol nell’introduzione: quale scenario diventerà realtà dipenderà infatti dalle scelte politiche. “Energia e geopolitica non sono mai state così collegate come negli ultimi anni e lo saranno sempre di più in futuro” ha aggiunto alla presentazione di Roma.

 

L’elettricità è la nuova star

“Electricity is the star of the show” è la vera novità del report di quest’anno che dedica un focus speciale al settore. La domanda di elettricità sta crescendo a una velocità doppia rispetto a quella di energia ed è destinata ad aumentare da qui al 2040 in tutti e tre gli scenari ipotizzati. “L'elettricità è al centro delle moderne economie. È la seconda fonte di energia più utilizzata a livello globale dopo il petrolio e oggi rappresenta il 19% del consumo finale totale”, si legge nello studio, e con una potenzialità di arrivarne a coprire sino al 65% con le tecnologie già oggi a disposizione.

Nel 2017, per la prima volta, la quota di popolazione nel mondo senza accesso all’energia elettrica è scesa sotto il miliardo, ma il traguardo dell’obiettivo sostenibile numero 7 dell’Onu (accesso universale e a un prezzo conveniente all’energia) è lontano: 600 milioni di persone nell’Africa sub-sahariana e 350 milioni in Asia vivono ancora senza elettricità.
Secondo il WEO il settore elettrico sta attraversando “la trasformazione più radicale dalla sua nascita, oltre un secolo fa”. Nel settore dei servizi, delle tecnologie digitali e dell’industria leggera l’elettricità riveste sempre più il ruolo di “fonte” favorita. La riduzione dei costi delle tecnologie spinge le fonti di generazione rinnovabile non programmabili. Così il settore elettrico svolge, da un lato, un ruolo trainante nel processo di decarbonizzazione, ma dall’altro impone al sistema di operare in modo diverso rispetto al passato per garantire la stabilità e la continuità delle forniture.

Flessibilità è la nuova parola d’ordine. Una transizione rapida e al minor costo possibile richiede un’accelerazione degli investimenti in tecnologie energetiche più pulite, più intelligenti, più efficienti. “Ma i policy maker devono anche garantire l’affidabilità e la solidità di tutti gli elementi chiave dell’approvvigionamento energetico, incluse le reti elettriche” si legge nel rapporto.

 

Le energie rinnovabili

Nel NPS la quota di generazione da rinnovabili aumenta dall’attuale 25% al 40% circa nel 2040; il carbone segue, invece, il percorso inverso. Ma non è sufficiente: servono “misure aggiuntive volte a decarbonizzare la fase di generazione; diversamente il rischio è che le emissioni di anidride carbonica si spostino semplicemente da valle a monte, ossia dai luoghi di consumo a quelli di generazione elettrica” avverte il WEO.
La crescente competitività del solare fotovoltaico porta la sua capacità installata a superare quella dell’eolico prima del 2025, quella dell’idroelettrico attorno al 2030 e quella del carbone prima del 2040. “Solar PV has the momentum” ha detto Birol alla presentazione a Roma, mentre l’eolico è destinato a diventare la prima fonte di energia in Europa.
Secondo Francesco Starace “il rapporto dell’IEA conferma le osservazioni sull’aumento della domanda di energia elettrica e la crescita delle rinnovabili che avevamo raccolto nelle varie parti del mondo in cui siamo presenti”. Più si decarbonizza la generazione elettrica e più si osservano due fenomeni, ha aggiunto il CEO a Roma: il costo dell’energia tende a scendere perché aumenta la percentuale di energia prodotta a costo marginale nullo e diventa meno sensibile alle variazioni di prezzo tipiche delle fonti fossili. “L’energia elettrica diventa così più utilizzabile per scopi ai quali non si era pensato prima”.  Si pensi per esempio al settore dei trasporti dove si sta assistendo ad una espansione dell’offerta di veicoli elettrici da parte delle case automobilistiche con una grande varietà di modelli.

 

La nuova geografia energetica

La geografia dell’energia sta cambiando. Nel 2000, Europa e Nord America rappresentavano oltre il 40% della domanda energetica globale e le economie in via di sviluppo dell’Asia circa il 20%; nel 2040, il rapporto si invertirà. L’Asia da sola pesa già oggi la metà della crescita mondiale della domanda di gas, il 60% di quella di eolico e solare, oltre l’80% di quella di petrolio e oltre il 100% dell’aumento dei consumi di carbone e nucleare. La Russia si conferma il maggior esportatore mondiale di gas, ma è lo sviluppo economico della Cina che traina la domanda. Il nucleare rimane a circa il 10% del mix energetico globale, ma la flotta delle centrali nelle economie avanzate sta invecchiando: circa i due terzi hanno più di 30 anni.

Nello scenario NPS il gas naturale supera il carbone nel 2030 e diventa la seconda fonte nel mix energetico mondiale. I combustibili fossili rimangono la principale fonte di produzione di elettricità, ma la loro quota scende da circa due terzi di oggi a meno del 50% entro il 2040. Non abbastanza per consentirci di centrare gli obiettivi fissati a Parigi sulle emissioni di CO2 e fermare gli effetti del riscaldamento globale. “La transizione energetica ci sarà in ogni caso, il problema è la velocità con cui avverrà “ha detto Patrizia Grieco introducendo i lavori a Roma. Facciamo presto - ci avverte il World Energy Outlook - prima che sia troppo tardi. 

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