Competitività Ue: meno emissioni, più energia

Pubblicato venerdì, 14 marzo 2014

Competitività, sicurezza energetica e riduzione delle emissioni. Per l'Unione europea l'efficacia delle politiche in materia di clima ed energia passano tutte dalla capacità di coniugare questi elementi. Il nuovo quadro di riferimento, presentato a Bruxelles a gennaio e destinato alla discussione al Consiglio e al Parlamento europei, pone obiettivi ambiziosi lungo la strada verso il 2030 e accelera sulla necessità di un azione comune e condivisa a livello continentale.

Il quadro strategico per il 2030 istituito dalla Commissione pone sei elementi chiave.

  • La riduzione dei gas serradel 40% al di sotto del livello del 1990 con distinzioni di target e massimali per i settori compresi o meno nel sistema ETSO dell'Unione;
  • le energie rinnovabili almeno al 27% del mix europeo. L'obiettivo è vincolante ma non prevede normative Ue per tradurlo in specifici obiettivi nazionali;
  • efficienza energetica come fattore abilitante ma non vincolante per il raggiungimento di tutti gli obiettivi della politica energetica dell'Unione;
  • riforma del sistema ETS dell'UE per il quale la Commissione propone di stabilire una riserva per la stabilità del mercato all'inizio del prossimo periodo di scambio ETS, nel 2021;
  • energia competitiva, a prezzi accessibili e sicura, con l'introduzione di indicatoriper valutare i progressi compiuti nel tempo e fornire basi oggettive per risposte strategiche;
  • un nuovo sistema di governance basato su un approccio comune ai singoli piani nazionali che garantisca una maggiore certezza agli investitori e maggiore trasparenza.

“Garantire una fornitura di energia sicura, a costi competitivi e rispettosa dell'ambiente” aveva sottolineato poco tempo fa il presidente Enel, Paolo Andrea Colombo, “costituisce una delle condizioni essenziali per tornare a crescere e per rilanciare la competitività delle imprese e dell'intero sistema economico europeo”. Lo sviluppo delle nuove tecnologie applicate in ambito energetico “sarà la principale leva strategica su cui agire per raggiungere questo obiettivo e diversificare le fonti energetiche, ridurre i costi dell'energia e limitare le emissioni di CO2”, aveva sottolineato il presidente di Enel.

La certezza normativa è un elemento vincolante per liberare gli investimenti necessari a nuove pipeline, reti di distribuzione elettrica e tecnologie low carbon. E l'Ue, che si rivolge agli operatori del settore, all'industria e ai privati per realizzare questi interventi, sottolinea lo stretto legame tra una governance stabile e chiara e gli obiettivi in materia di clima, efficienza nei consumi e riduzione delle spese energetiche per i cittadini dell'Europa.