Il Brasile mondiale, tra oro nero e oro blu. Le rinnovabili e la partita dello sviluppo

Pubblicato mercoledì, 21 maggio 2014

I mondiali di calcio sono alle porte. Le Olimpiadi del 2016 sono ancora lontane. Ma intanto il Brasile sta giocando la partita dello sviluppo nella quale l'energia ricopre un ruolo decisivo per il futuro del Paese che negli ultimi anni è diventato tra più prosperi del mondo, con una classe media e medio-alta che rappresenta il 50% della popolazione, la prospettiva di avere 17.000 nuovi miliardari entro la fine del 2014 e di diventare la quinta economia del mondo entro il 2020, superando Regno Unito e Francia.

Il processo di industrializzazione iniziato nel 1985, alla caduta del regime militare, ha vissuto un'accelerazione repentina nell'ultimo decennio e ora avanza con le marce ridotte attraverso le incognite di equilibri sociali ancora precari e di ricadute sull'economia nazionale delle vicende macro-economiche globali. In questo scenario le aspettative di crescita sono legate a filo doppio con l'energia, tra sfruttamento delle fonti fossili e sviluppo delle rinnovabili.

L'oro nero e l'oro blu sono il grande e storico patrimonio del Paese. Che da un lato ha risorse stimate di 423 trilioni di m3 di giacimenti di petrolio (oltre l'80% off shore), dall'altro vanta le maggiori riserve di acqua dolce del pianeta (il 12% del totale mondiale). In questo scenario di abbondanza le nuove rinnovabili hanno cominciato a guadagnare spazio come elemento di diversificazione e sicurezza di approvvigionamento all'interno di un sistema energetico che vede aumentare i consumi e se da un lato risponde con il solo idroelettrico all'80% del fabbisogno nazionale dall'altro dipende per un quinto di esso dalla sola diga di Itaipu.

La presenza di Enel in Brasile si inserisce a pieno in questo scenario in divenire. Presente sia nella generazione (1,2 GW nel 2013) che nella distribuzione (6,3 milioni di clienti tra Ampla e Coelce) il Gruppo ha un'attività nel settore idroelettrico che risale al 2006 e conta su 20 impianti mini-idro distribuiti negli Stati di Mato Grosso, Tocantins e San Paolo. Inoltre, da quando il Paese ha scelto di percorrere la strada delle nuove rinnovabili si è ritagliato con Enel Green Power un ruolo di first mover che lo ha già portato ad avere oltre 160 MW da fonte eolica, con impianti già in esercizio e altri in costruzione tra gli stati di Bahia e Rio Grande do Norte, e prospettive di crescita che nel 2014 interessano sia l'energia del vento che il solare.