La visione di Enel al Climate change summit Onu

Pubblicato lunedì, 29 settembre 2014

Sviluppo delle rinnovabili, carbon neutrality entro il 2050 e accesso all'elettricità soprattutto in Africa e America Latina. Dal Climate change summit delle Nazioni Unite, Enel rilancia la sua visione del futuro ribadendo impegno, iniziative e investimenti per rispondere ai fenomeni generati dai cambiamenti climatici e sostenere lo sviluppo di intere regioni del Pianeta ancora afflitte dall'energy divide.

Un nuovo accordo per la riduzione delle emissioni in vista della Conferenza di Parigi del 2015 è l'invito che il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, ha rivolto alla platea di 120 capi di governo e rappresentanti delle maggiori multinazionali presenti al Climate Change Summit. L'AD di Enel, Francesco Starace, presente all'evento di New York, ha ribadito l'impegno dell'azienda in questa direzione confermando l'obiettivo della carbon neutrality entro il 2050.

Nella sessione annuale della “Clinton Global Initiative”, presieduta dal ex presidente degli Stati Uniti, l'amministratore delegato di Enel ha poi descritto le strategie attuate dal Gruppo per raggiungere obiettivi di sostenibilità che coinvolgano le nuove generazioni cominciando a cambiare il paradigma energetico e di sviluppo globale.

L'impegno comune per l'accesso all'elettricità, sollecitato durante l'evento di New York, ha trovato nell'attività di Enel una risposta già operativa. La sessione della "Clinton Global Initiative" ha sottolineato in particolare l'energy divide che frena lo sviluppo di molte zone rurali e periferiche dell'Africa, dove oggi, oltre 600 milioni di persone vivono senza alcuna forma di elettricità. L'AD di Enel, Francesco Starace, ha portato ad esempio su questo fronte le esperienze che il Gruppo sta realizzando attraverso lo sviluppo di mini grid, la diffusione delle rinnovabili e il sostegno a iniziative locali nel settore non-profit, soffermandosi in particolare sulla collaborazione tra Enel Green Power e la ong indiana Barefoot College.

La partnership tra il Barefoot College ed Enel si sta traducendo in un progetto di elettrificazione rurale in Guatemala, Perù, Cile, Colombia, El Salvador, Panama, Messico, Brasile e Ecuador. L'iniziativa si basa su un modello di self empowerment con il coinvolgimento di donne, spesso analfabete, che dai loro villaggi si recano in India per diventare "Barefoot solar engineer", grazie a una particolare tecnica di insegnamento basata su gesti e colori. Dopo sei mesi trascorsi presso il Barefoot college, sono in grado di installare e manutenere i pannelli fotovoltaici necessari all'elettrificazione dei loro villaggi di origine.

“In America Latina abbiamo investito 1,1 milioni di dollari per applicare questo modello, formando 37 donne provenienti da 41 comunità di 9 diversi Paesi che stanno installando oltre 2.400 kit solari di cui potranno beneficiare 15mila persone", ha sottolineato Starace durante il suo intervento al Palazzo di Vetro dell'Onu.

Sulla scia dei risultati ottenuti in America Latina, l'esperienza sta per essere ripetuta in Africa. "Abbiamo appena concordato con il Barefoot un ulteriore investimento di 520 mila dollari con l'obiettivo di formare 9 donne provenienti alcuni Paesi dell'Africa centro orientale a cui ci stiamo affacciando per portare l'elettricità nelle case di 400 famiglie", ha infatti ricordato l'AD di Enel sottolineando che il Gruppo ha anche "offerto il proprio supporto per la costruzione del primo centro regionale di formazione del Barefoot College, che sarà in Tanzania, dove verranno coinvolte altre 40 donne, che potranno portare l'elettricità in altre 2mila case dei loro villaggi".