Sicurezza delle reti tra innovazione e tradizione

Pubblicato lunedì, 20 ottobre 2014

Cosa c'è di eccezionale nel far scattare l'interruttore di casa per accendere la luce? Oggi, che possiamo addirittura attivare lampade ed elettrodomestici usando solo lo smartphone, oltretutto a distanza, non proviamo di certo la meraviglia del giornalista del New York Herald che, davanti a una delle prime lampadine accese da Edison a fine Ottocento, rimase attonito davanti a quel "piccolo globo di luce", "fermo e abbagliante". Eppure dietro al semplice gesto che fa scattare l'interruttore c'è un mondo che si fa sempre più complesso, fatto di lavoro quotidiano sulla rete, di studio, prevenzione e innovazione.

Enel gestisce 1.863.524 km di linee di distribuzione in due continenti e conosce per esperienza la complessità delle rete e la costante necessità di svilupparla per garantirne il corretto funzionamento. La sicurezza del sistema elettrico si basa sull'equilibrio tra due fattori principali: la generazione, cioè la potenza fornita al sistema, e il carico, la potenza che il sistema richiede. Sino a qualche anno fa la dinamica in gioco era semplice e unidirezionale: le grandi centrali generavano l'elettricità necessaria e gestita in maniera programmabile, la rete la assorbiva per distribuirla. Oggi, che le rinnovabili producono elettricità a partire da fonti non prevedibili come sole e vento e da tanti impianti diffusi, l'equilibrio del sistema è messo a dura prova soprattutto quando si verificano fenomeni di over generation, quelli che gli inglesi definiscono i momenti delle "Tre S": Sunny, Summer, Saturday, in cui capita che la natura dia molta più potenza di quella richiesta.

Enel ha risposto al nuovo paradigma della distribuzione muovendosi con largo anticipo rispetto a tutti i player energetici, adeguando la rete alle nuove esigenze e ripensando totalmente al sistema di protezione elettrica. Lo documentano, tra l'altro, l'introduzione di un dispositivo come il contatore elettronico già nel 2001, la realizzazione di smart city nel mondo e lo dimostrano i tanti risultati ottenuti: le interruzioni di rete per cliente/anno in Italia, ad esempio, sono passate dai 128 minuti del 2001 ai 41 del 2013. Ma l'equilibrio non è mai  un risultato raggiunto ma è sempre un obiettivo da ottenere con miglioramenti continui e innovazioni costanti.

La sinergia telecomunicazioni-rete elettrica, resa possibile dallo sviluppo tecnologico, ha offerto gli strumenti per adeguare il sistema al cambiamento di paradigma. Ponendo le tlc al servizio della distribuzione cominciano a venir messi in campo nuovi sistemi di protezione sostenibili: aumenta la hosting capacity della rete, cioè la capacità di ospitare quanta più generazione possibile da fonte rinnovabile, vengono attuate soluzioni che permettono di regolare sulla rete l'energia reattiva o che rivoluzionano il modo di esercire topologicamente la rete stessa passando, per esempio, dall'esercizio magliato della rete di MT (media tensione) a quello radiale.

Le sperimentazioni di Enel, presenti e future, stanno già facendo scuola in un contesto dove, sino a pochi anni fa non esistevano né esperienze sul campo né letteratura di riferimento. In materia di prevenzione delle criticità, Enel ha messo in campo soluzioni pionieristiche come i sistemi di storage. Grazie alle infrastrutture di tlc, il Gruppo è in grado di far cooperare i vari dispositivi di protezione installate, selezionando in occasione di un guasto la più piccola porzione di rete interessata e riducendo al minimo i disservizi per la clientela. Progetti come quello inserito nel Programma operativo interregionale (POI) dell'Italia stanno permettendo a Enel di raccogliere dati e sperimentare sul campo soluzioni che oggi sono già alla fase di standardizzazione per essere diffuse su tutta la rete e continuare a permettere a tutti di accendere luce ed elettrodomestici di casa senza pensare al mondo complesso e in continua evoluzione che sta dietro ad un semplice click dell'interruttore.