Mobilità elettrica in Europa, Enel è pronta

Pubblicato lunedì, 24 novembre 2014

L'Unione Europea prosegue nella strategia di contrasto del climate change con un provvedimento che interessa il settore dei trasporti, responsabile di circa un quarto delle emissioni totali di gas a effetto serra. La recente direttiva 2014/94/Ue dispone che gli Stati membri mettano a punto, entro novembre 2016, un piano strategico da inviare alla Commissione europea per lo sviluppo del mercato dei carburanti alternativi e l'installazione di un numero adeguato di punti di ricarica per auto elettriche.

La nuova direttiva nasce dall'esigenza di una politica europea comune per evitare la frammentazione del mercato del settore. In particolare, il documento definisce gli standard tecnici e prevede l'installazione, entro il 2020, di una rete di infrastrutture di ricarica che tenga conto del numero stimato di veicoli elettrici che saranno immatricolati entro tale data.

La normativa segna un passo decisivo nello sviluppo della mobilità elettrica, poiché l'obbligo di aumentare il numero di infrastrutture di ricarica risolverà progressivamente il problema della loro limitata diffusione, che ha finora rappresentato uno dei maggiori ostacoli all'acquisto dei veicoli.

Viene inoltre fatta chiarezza sulla tipologia delle prese di ricarica: a decorrere dal 18 novembre 2017 tutti i punti di ricarica in corrente alternata dovranno rispettare lo standard EN 62196-2 con connettore di Tipo 2, la stessa adottata da Enel. Inoltre, la direttiva stabilisce che le infrastrutture di ricarica debbano essere dotate di contatori intelligenti, altra caratteristica già presente in tutte le infrastrutture di ricarica del Gruppo.

Da anni infatti Enel è attiva nella realizzazione di una rete di infrastrutture innovativa e tecnologicamente avanzata, con stazioni pubbliche (Pole Station) e private (Box Station) personalizzate in base alle esigenze del cliente per rendere la ricarica facile, accessibile e sicura.

Il Gruppo è inoltre impegnato in importanti progetti per lo sviluppo e la promozione della mobilità elettrica nei Paesi in cui opera: in Italia e in Spagna, dove ha sviluppato il primo esempio europeo di interoperabilità tra clienti di diversi Paesi, in ambito UE e nel resto d'Europa fino ad arrivare all'America Latina.