Efficienza energetica, via maestra nella lotta ai cambiamenti climatici

Pubblicato mercoledì, 31 dicembre 2014

La diffusione delle tecnologie per l'efficienza energetica rappresenta una delle migliori strategie per controllare e abbattere le emissioni di CO2. Una tesi sostenuta da numerosi studi scientifici, tra cui il discussion paperdal titolo "An Assessment of the Energy-Efficiency Gap and Its Implications for Climate-Change Policy", scritto da Richard G. Newell (Duke University) insieme a Todd Gerarden, Robert N. Stavins e Robert C. Stowe (Harvard University) nell'ambito dell'Harvard Project on Climate Agreements, frutto della collaborazione tra l'università di Harvard e la Fondazione Centro Studi Enel.

Per mettere a fuoco l'importanza di promuovere a livello globale la cultura dell'efficienza e le soluzioni tecnologiche che permettono di ridurre consumi e costi, il documento è stato messo al centro del side eventorganizzato da Enel Foundation insieme all'Harvard Project on Climate Agreements e al Centre for European Economic Research (ZEW) di Mannheim in Germania, in occasione del COP20, la 20esima Conferenza sulla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC COP 20), svoltasi a dicembre a Lima, in Perù.

Obiettivo dell'incontro, dal titolo “Le implicazioni del gap di efficienza energetica nella riduzione delle emissioni di gas a effetto serra”, è stato quello di far emergere le criticità che ancora limitano la diffusione di strumenti e innovazioni capaci di favorire in modo incisivo la lotta ai cambiamenti climatici, riducendo il consumo di combustibili fossili e le emissioni di CO2.

Le tecnologie ad alta efficienza energetica, secondo i dati dello studio, contribuiscono ad abbattere le emissioni di gas serra in misura pari al 28%, contro il 26% delle rinnovabili e del Carbon Capture & Storage (CCS, il processo utilizzato nelle centrali termoelettriche a carbone per minimizzare le emissioni di CO2).

Per incoraggiare la diffusione di questa strategia, secondo gli autori dello studio, servono politiche globali in grado di facilitare l'adozione d'innovazioni ad alta efficienza sia tra le popolazioni, sia nei sistemi produttivi, evidenziando le positive ricadute in termini di costi per le famiglie e per le aziende. Fondamentale inoltre il ricorso a incentivi per ricerca e sviluppo in questo campo e l'adozione di norme volte a creare standard di efficienza per sviluppare queste tecnologie e fornire informazioni chiare e complete sul tema.

Solo così l'efficienza energetica si trasformerà in uno strumento altamente efficace e a basso costo nella lotta ai cambiamenti climatici. 

Al side event di Lima hanno partecipato Robert N. Stavins e Richard G. Newell, due degli autori dello studio, Andreas Löschel dello ZEW, Daniele Agostini del Gruppo Enel e Jesús Tamayo Pacheco, Presidente dell'Organismo di supervisione degli investimenti nell'energia e nel settore minerario (OSINERGMIN) del Perù.