Lo storage per completare la “rivoluzione verde”

Pubblicato martedì, 13 gennaio 2015

Il principale ostacolo per il raggiungimento dell'obiettivo del 100% di energia verde è rappresentato dall'incostanza e dalla limitata prevedibilità delle fonti rinnovabili. La risposta più valida è costituita dai sistemi di storage o stoccaggio, in grado di accumulare l'energia nei momenti di massima produzione per poi reimmetterla nella rete all'occorrenza.

Un impianto solare fotovoltaico, ad esempio, non è in grado di erogare energia durante la notte, mentre di giorno il suo livello di produzione può mutare repentinamente in caso di nuvole, con la possibilità di indurre squilibri nella rete. A compensare queste oscillazioni intervengono le centrali convenzionali o quelle rinnovabili maggiormente controllabili, come il geotermico o l'idroelettrico. Qui entra in gioco lo storage, che “permette di adeguare la produzione alle esigenze di rete, evitando che vada in sofferenza. Ciò rende possibile, in qualsiasi momento della giornata, la gestione di una porzione di rete più o meno estesa in completa autonomia, senza ricorrere alle centrali tradizionali” osserva Fabrizio Bizzarri, responsabile Innovation scouting & selection di Enel Green Power.

Vi sono diversi tipi di sistemi di accumulo. Lo storage termico utilizza l'energia irradiata dal sole per attenuare le improvvise variazioni di potenza dovute al meteo o all'alternanza giorno/notte. Quello elettrochimico prevede l'utilizzo di batterie, un sistema di management e uno di conversione da corrente continua a corrente alternata, eventuali trasformatori, un dispositivo elettromeccanico di connessione alla rete e un sistema di gestione intelligente dell'accumulo. Nello storage a pompaggio, infine, l'acqua contenuta in un bacino idrico, posizionato a valle delle turbine della centrale idroelettrica, viene spinta nel serbatoio a monte a seconda delle esigenze, attivando un nuovo ciclo di generazione.

Enel Green Power, dopo le sperimentazioni effettuate in Italia, sta completando l'impianto finalizzato a collaudare  il suo primo sistema di stoccaggio all'estero, di tipo elettrochimico, nella regione di Antofagasta, in Cile. Un isolato villaggio di minatori, Ollague, verrà alimentato direttamente con fonti rinnovabili (solare fotovoltaico e mini-eolico) e l'erogazione di energia sarà resa più regolare grazie al sistema di accumulo. “Il gruppo diesel che alimentava la zona in precedenza resterà spento e si attiverà solo in alcuni giorni d'inverno per qualche ora al massimo, o come riserva d'emergenza” spiega Luigi Lanuzza della Funzione Innovation scouting & selection di Enel Green Power. “Il sito è ideale per i test perché a 3.700 metri d'altezza gli impianti sono sottoposti a forti stress ambientali”.