Mercato europeo dell'energia, Enel guarda al futuro

Pubblicato giovedì, 15 gennaio 2015

Sui tavoli europei sono attualmente in discussione le principali sfide per il settore energetico, del quale le istituzioni dell'Unione sono oggi chiamate a indirizzare l'evoluzione per i prossimi decenni. 

Per questo Enel, nella nuova organizzazione di Gruppo, ha deciso di rafforzare la propria presenza a Bruxelles, partecipando all'interno dei dibattiti europei confrontandosi con i principali interlocutori istituzionali tecnici e politici e con le associazioni di settore e ambientaliste.

Tra gli obiettivi che la Funzione Affari Europei si è prefissata, il raggiungimento del mercato unico europeo dell'energia rappresenta una degli principali sfide.
Tale risultato porterà vantaggi per tutti gli attori coinvolti. Produttori, industrie e consumatori coglieranno tutti i  benefici derivanti dall'integrazione dei mercati in termini di sostenibilità ambientale, economica e sociale. 

Ce ne parla Simone Mori, Direttore Affari Europei. “L'Europa presenta un elevato grado di interconnessione e un mix produttivo diversificato. Due caratteristiche positive su cui far leva per costruire un sistema continentale più efficiente e sicuro, attraverso la definizione di regole comuni e chiare a livello europeo che consentano una effettiva integrazione dei mercati nazionali. Il mercato unico europeo consentirà di utilizzare le infrastrutture di interconnessione esistenti e future in modo più efficiente e sostenibile sfruttando sinergicamente le risorse dei singoli Stati Membri e incrementando la cosiddetta resilienza del sistema.”

Il processo di liberalizzazione dei mercati è un passo fondamentale ai fini del raggiungimento del mercato unico europeo. 

Sono passati già 20 anni da quando l'Unione Europea ha varato la prima direttiva sulle liberalizzazioni, tuttavia il percorso che garantirà una piena integrazione dei mercati è ancora lungo. I Paesi dell'Unione hanno infatti adottato principi comuni, ma con soluzioni attuative a livello locale molto diverse. La definizione di regole comuni permetterebbe di sfruttare una diversificazione energetica, grazie anche all'integrazione delle fonti rinnovabili, rendendola disponibile a una più ampia area di consumo non legata esclusivamente a confini nazionali o regionali. “Enel è chiamata a svolgere un ruolo fondamentale in questo dibattito - aggiunge Mori – per favorire la nascita di un mercato europeo competitivo, ben funzionante e integrato: un sistema in grado di dare stabilità a lungo termine, con meccanismi capaci di includere pienamente le rinnovabili e di promuovere le smart grids per rendere l'Europa sempre più moderna, avanzata ed efficiente”.

L'ottenimento del disegno del mercato che vorremmo non può prescindere da una forte struttura incentrata sulle relazioni con gli stakeholders, attori chiave al fine di ottenere un consenso e di poter portare la posizione del Gruppo sui tavoli europei più influenti.

“Siamo convinti - conclude il responsabile della Funzione Affari Europei - che il settore energetico europeo tra dieci anni sarà diverso da quello di oggi. Pertanto la nostra Funzione seguirà delle specifiche linee guida fondate sull'anticipazione ed interpretazione dei cambiamenti, opinion leadership, coalition building e gestione del legame Europa – Stati Membri”. Quindi la decisione di rafforzare la presenza di Enel oggi sul fronte europeo risulta una scelta vincente per salvaguardare i risultati di domani.