Il cuore dell'upstream gas Enel batte nel Mediterraneo

Pubblicato martedì, 3 febbraio 2015

Il rapporto tra la domanda e offerta di forniture di gas a lungo termine in Europa attraversa, negli ultimi mesi, una fase di incertezza. Il rallentamento dell'economia e la crescita di energie rinnovabili ed efficienza energetica generano interrogativi sul futuro livello della domanda, mentre la caduta del prezzo del petrolio comporta una riduzione degli investimenti.

Inoltre, le crescenti tensioni tra Russia e Ucraina hanno rimesso al centro del dibattito il tema della sicurezza dell'approvvigionamento.

Questioni di cui si è discusso a Vienna nella recente European Gas Conference, dove Marco Arcelli, responsabile della divisione Upstream Gas di Enel, ha partecipato in un panel che comprendeva l'amministratore delegato di OMV Gerhard Roiss, il presidente di Gazprom Viktor Zubkov e altri esperti del settore.

Gli speaker ritengono che debba essere sviluppato un nuovo accordo tra produttori e consumatori per assicurare all'Europa una fornitura di gas competitiva e affidabile. Enel sta rispondendo a questa sfida con un piano di investimenti nell'upstream per accrescere la disponibilità di gas a prezzi favorevoli nella regione mediterranea, lavorando su tre fronti principali.

Anzitutto l'Algeria, potenzialmente in grado di esportare circa 60 miliardi di metri cubi di gas in Europa, pari al 50% dell'export della Russia nel continente. “Siamo diventati uno dei maggiori investitori nell'upstream del Paese, stiamo sviluppando uno dei quattro progetti di estrazione più rilevanti e partecipiamo a tre campagne di esplorazione con la prospettiva di portare un nuovo campo made in Enel in produzione ogni due-tre anni a partire dal 2018” ha dichiarato Arcelli.

C'è poi la Spagna: Enel ha predisposto numerose richieste di esplorazioni nel Paese, la cui conformazione è simile a quella dell'area orientale del mediterraneo, dove negli ultimi anni sono stati scoperti oltre 1000 miliardi di metri cubi di gas.

Non bisogna ovviamente dimenticare l'Italia, dove Enel detiene il più grande portafoglio di licenze esplorative e punta ad avviare la produzione del primo campo nel 2017. Per Arcelli “In Italia abbiamo un vero e proprio tesoro di olio e gas sotto i nostri piedi, e se lo estraessimo potremmo coprire circa il 20% della domanda interna, con conseguente creazione di migliaia di posti di lavoro”.