Trasparenza e sostenibilità per un nuovo business model

Pubblicato giovedì, 5 febbraio 2015

Per valutare, ma anche per gestire e far crescere un'impresa, le performance finanziare non sono più l'unico strumento di misurazione della capacità competitiva. Negli ultimi anni, infatti, si è sviluppata a livello globale la consapevolezza dell'importanza della Company Social Responsibility (CSR): la sostenibilità a lungo termine del modello economico di sviluppo mondiale è quindi diventata un tema centrale per governi, aziende e singoli cittadini. 

L'esperienza sviluppata in oltre dieci anni di lavoro dal Gruppo Enel nell'ambito delle strategie di CSR ha portato la multinazionale a collocarsi tra i leader mondiali nel settore. Nelle scorse settimane Enel ha ricevuto il prestigioso riconoscimento “Gold Class” per la sostenibilità nel Sustainability Yearbook 2015 di RobecoSAM. La pubblicazione, giunta alla ventesima edizione, valuta le performance di sostenibilità delle maggiori imprese mondiali. In questa classifica, Enel figura tra le uniche tre “Gold Class” assegnate, a livello globale, per il settore Utility Elettriche e tra le sole quattro aziende “Gold Class” italiane, mentre la controllata spagnola Endesa, si è aggiudicata la “Silver Class”, sempre tra le Utility Elettriche. 

La Gold Class assegnata da RobecoSam conferma l'impegno nella CSR di Enel, già riconosciuto da tempo con l'ammissione nei principali indici mondiali, quali il Dow Jones Sustainability World Index, il Dow Jones Europe Index, lo STOXX Global ESG Leaders index e le FTSE4Good Index series. 

A fronte di questi importanti risultati, rimane la consapevolezza che c'è ancora molto da fare per garantire all'economia mondiale uno sviluppo realmente sostenibile. A sottolinearlo Carlo Tamburi, responsabile Country Italia, in occasione del convegno internazionale promosso da Enel in collaborazione con Global Compact Network Italia e Network Italian Business Reporting (NIBR) dal titolo La Direttiva europea sulle informazioni non finanziare.

Nel corso dell'evento Tamburi ha ricordato come - nonostante l'impegno di molte aziende e di organizzazioni internazionale come l'ONU - il cammino sia ancora lungo. Diversi studi rilevano infatti che se da un lato cresce la convinzione che i temi della sostenibilità economica e sociale d'impresa siano determinanti per il successo nel lungo termine, dall'altro la regolamentazione esistente e il mercato (spesso più focalizzato sul breve termine) non mandano segnali forti tali da giustificare gli investimenti necessari a realizzare quel cambio di passo indispensabile per vincere la sfida. 

In questo contesto competitivo, l'attuazione della direttiva 2014/95/UE sull'inclusione nel Bilancio consolidato delle non–financial information rappresenta un'occasione concreta per trasformare la CSR in una strategia focalizzata su crescita e innovazione sostenibile.

Se recepito e applicato nel modo corretto, il provvedimento contribuirà a innalzare l'attenzione delle aziende e degli investitori verso un'autentica responsabilità sociale dell'impresa, che non sia solo slogan o greenwashing. A evidenziarlo, nel corso del convegno, anche Edoardo Gai, responsabile RobecoSAM, che ha ricordato l'importanza delle linee guida non vincolanti che Bruxelles sta preparando per cercare di uniformare l'attuazione del provvedimento nei diversi Stati del UE. Lo sforzo, ha spiegato, è quello di promuovere “un piano d'azione a livello europeo, altrimenti la direttiva rischia di essere una politica con una gamba sola. Ed è difficile camminare con una gamba”.

Dello stesso avviso anche Stefano Zambon, segretario generale di NIBR e Presidente di WICI Europa, che ha auspicato che la direttiva e le linee guida in fase di definizione abbiano un impatto concreto sul comportamento delle imprese.

Infine Jan Noterdaeme, Senior Advisor CSR Europe, ha invitato il mondo imprenditoriale a guardare ai nuovi adempimenti sulla rendicontazione di sostenibilità stabiliti dal provvedimento, non come a un obbligo ma come a un'opportunità di innovazione e creatività e una sfida a ripensare tutta la comunicazione d'impresa.