Enel e l'energia verde dell'Africa

Pubblicato venerdì, 10 aprile 2015

'Solo' 10 MW in esercizio, 500 MW già in costruzione e 4.500 MW in pipeline. Le rinnovabili di Enel in Sudafrica sono un crescendo. E se si pensa che il primo impianto fotovoltaico di EGP nel Paese, ad Upington, è stato collegato alla rete nazionale meno di un anno fa, si capisce come lo sviluppo delle tecnologie green del Gruppo, tra eolico e solare, stia avvenendo in modo rapido ed efficace nel "Paese dell'arcobaleno".

Il bisogno di energia accomuna tutti i Paesi africani ed Enel Green Power ha già avviato una presenza che replica nel continente il suo modello di business vincente a livello globale: diversificazione geografica e tecnologica. Oltre all'attività in Sudafrica, con impianti tra solare ed eolico (uno già in esercizio gli altri in costruzione), EGP prevede di partecipare a gare per la realizzazione di nuova capacità anche in Egitto, Kenya, Marocco e Namibia e sta studiando come operare nel mercato di questi Paesi aprendo anche altre filiere tecnologiche come la geotermia.

Le fonti rinnovabili in Africa possono contare sull'abbondanza di materia prima, con elevati livelli di ventosità o di esposizione all'irradiazione solare dei siti, ma anche sull'estensione degli spazi dove possono sorgere campi fotovoltaici e wind farm. E i margini di sviluppo tra mercati maturi come quelli europei e in crescita come gli africani balzano agli occhi dal paragone di semplici cifre: i tre impianti FV di Aurora, Paleisheuwel e Tom Burke, che EGP ha iniziato a costruire in marzo in Sudafrica, totalizzano da soli una capacità installata di 231 MW; un mercato maturo come l'Italia ha accresciuto di 385 MW nel 2014 la propria capacità fotovoltaica con la realizzazione di 50.571 impianti. Il confronto tra i due dati fotografa le potenzialità delle rinnovabili africane che possono rispondere al bisogno di energia con grandi impianti, non più immaginabili ad esempio nei Paesi europei, ma anche con installazioni di medie e piccole dimensioni per la generazione distribuita.

L'esempio delle telecomunicazioni (tlc) è infatti significativo per comprendere una possibile ulteriore strada di sviluppo delle rinnovabili nel continente. Priva di infrastrutture adeguate di tlc, l'Africa ha di fatto recuperato un divario decennale grazie alla tecnologia mobile che ha permesso ai Paesi di saltare il passaggio dalla rete fissa, assente o molto carente, per entrare direttamente nelle nuove telecomunicazioni e sanare così il gap. Le rinnovabili possono rappresentare per l'energia quello che il mobile ha significato per le tlc. Il grave deficit sulla rete di distribuzione può infatti trovare una soluzione nelle micro-grid e nella generazione distribuita senza costringere i Paesi a dipendere in toto dai grandi impianti di produzione ma facendo tesoro delle fonti 'verdi', più economiche delle centrali tradizionali anche quando si tratta di grandi wind farm e campi solari, e disponibili anche in soluzione “mini” per l'autoconsumo di singole utenze, aree rurali o villaggi.