energyaccess-il-papa-chiede-un-salto-di-qualita

Pubblicato giovedì, 16 luglio 2015

"Fare il salto di qualità". È l'invito che l'ad di Enel Francesco Starace legge nelle parole di Papa Francesco che con la lettera enciclica Laudato si'  ha rivolto un appello "a ogni persona che abita questo pianeta" a prendersi "cura della casa comune".

In una video intervista pubblicata da The Guardian, Starace identifica nel testo del pontefice la domanda di un cambiamento, l'invito a passare dall'io al noi, da un impegno personale ad un responsabilità condivisa e comune che riguarda anche Enel "perché siamo una parte della società, abbiamo ora un impegno ancora più grande che è quello di continuare con forza la nostra strada verso uno sviluppo sostenibile e la creazione di valori comuni in tutte le società in cui andiamo ad operare".

"La sostenibilità è un valore etico ma ha anche una forte logica concreta, pratica" spiega Starace ricordando che l'attività di un Gruppo come Enel e le infrastrutture che realizza nel mondo "hanno un impatto visivo e anche materiale sulla vita delle persone che ci stanno intorno". Per questo e per la durata nel tempo che caratterizza la presenza di Enel nelle realtà locali dove sorgono i suoi impianti "è impensabile lavorare, come si è fatto anche nel passato non tanto lontano, senza avere un confronto e una partecipazione delle comunità che sono più a diretto contatto con le nostre infrastrutture".

La mancanza di dialogo e confronto con le realtà locali per Starace "è un errore che si paga nel tempo e, a volte, anche una mancata opportunità". L'ad di Enel è certo, per esperienza, che "ascoltando le comunità che vivono intorno alle infrastrutture che pensiamo di realizzare, a volte si possono avere anche degli spunti interessanti, delle idee, che altrimenti non sarebbero nostre".

"Noi lavoriamo per rimanere, per creare valore nel tempo" dice Starace sottolineando quella visione che è all'origine del modello di Creazione di valore condiviso fatto proprio da Enel lungo tutta la catena del suo business e in tutte le geografie dove opera. Costruire infrastrutture energetiche significa realizzare strumenti di sviluppo. "Com'è possibile - chiede Starace - pensare di farlo contro le persone che lavorano insieme a noi o che vivono insieme a noi?". Consenso e partecipazione delle comunità locali sono condizioni imprescindibili per "lavorare insieme per un goal comune".

"Il clima è un bene comune, di tutti e per tutti" scrive il pontefice nell'enciclica. E l'ad di Enel sottolinea che "tutti gli operatori energetici hanno capito ormai che il cambiamento di clima non è una favola, è una realtà". A pochi mesi dalla COP 21, la conferenza sul clima in programma a Parigi a fine novembre, questa consapevolezza diffusa diventa un buon auspicio perché la comunità internazionale prenda impegni realistici e concreti per migliorare l'ambiente in cui viviamo e soprattutto ridurre l'impatto delle emissioni sul cambiamento climatico.

Il contributo di Enelsul climate change ha già oggi un'espressione concreta che Starace riassume con alcuni dati. Il Gruppo infatti "produce circa il 47- 48% dell'energia da fonti che non emettono CO2 e ci siamo anche impegnati per diventare neutrali dal punto di vista delle emissioni di carbonio entro il 2050". L'impegno è costante e proseguirà nel tempo perché Enel "continuerà a spingere su tutte le tecnologie più avanzate e sostenibili", sia quelle oggi a disposizione sia quelle che emergeranno in futuro, "per accelerare l'azione di riduzione delle emissioni di carbonio nei prossimi anni".