Ambiente e clima, la sifida di Enel

Pubblicato venerdì, 25 settembre 2015

L’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) ha stabilito che per contenere il riscaldamento globale in due gradi Celsius da oggi al 2050, la quantità di energia prodotta da fonti rinnovabili debba essere del 42 per cento entro il 2030 e del 57 per cento entro il 2050. Abbattere le emissioni climalteranti nei processi produttivi diventa dunque una priorità per le aziende, ed Enel è in prima linea da anni in questo percorso.  A raccontarne le tappe un articolo sul sito di We Mean Business, una “coalizione” (organizzazioni, imprese e investitori) nata per costruire una piattaforma comune che agevoli la transizione verso un sistema energetico a zero emissioni, in grado di assicurare crescita economica sostenibile e prosperità a livello globale.

Nel 2009 Enel ha preso parte all’Eurelectric Initiative, con la quale 60 aziende si sono accordate per abbattere completamente le emissioni di carbonio nel settore elettrico. In particolare, l’amministratore delegato del Gruppo Francesco Starace ha ufficializzato, in occasione del COP20, l’impegno di Enel a raggiungere la carbon neutrality entro il 2050. Enel ha inoltre aderito al Caring for Climate, la piattaforma lanciata dal Global Compact delle Nazioni Unite che impegna le imprese a dimostrare la propria leadership nell’affrontare il cambiamento climatico.

Nel 2014, l’azienda ha comunicato la decisione di dismettere impianti termoelettrici per 13 GW di capacità entro il 2020. Allo stesso tempo, prosegue nello sviluppo di progetti green con la sua controllata Enel Green Power, uno dei maggiori player del settore delle rinnovabili a livello globale. EGP opera in Europa, nelle Americhe e in Africa, sta facendo il suo ingresso in Asia e può vantare una capacità installata di quasi 10.000 MW, con una produzione di 32 TWh di energia a zero emissioni nel 2014.

L’impegno di Enel in questa direzione ha ricevuto, di recente, un prestigioso riconoscimento. La rivista americana Fortune ha infatti inserito la multinazionale elettrica al quinto posto della lista Change the World, una classifica che individua le aziende con il potenziale di cambiare il mondo grazie alla loro attività. Fortune elogia Enel per il suo ruolo di guida nella rivoluzione verde nel mondo dell’energia: qualcosa, scrive la rivista, “che ci si aspetterebbe da start-up o da piccole aziende piuttosto che da giganti consolidati”.