Ripensare lo spazio urbano per un futuro sostenibile

Pubblicato giovedì, 24 settembre 2015

Cinquant’anni fa solo un terzo della popolazione mondiale viveva in città, mentre oggi è oltre la metà. Secondo le ultime stime, entro il 2100 più di otto persone su dieci abiteranno in enormi agglomerati urbani, le cosiddette Megacities. Questa prospettiva ha ispirato il panel Energy and material flows in megacities, organizzato da Enel Foundation nell’ambito della conferenza internazionale Ecology at the Interface in corso in questi giorni a Roma. Oltre 700 partecipanti provenienti da 50 nazioni e circa 25 società scientifiche nazionali e federazioni internazionali impegnate a promuovere le ricerche di ecologia hanno accettato l’invito dell’European Ecological Federation (E.E.F.) e della Società Italiana di Ecologia (S.It.E.) per discutere delle sfide che attendono le città e il nostro modello sociale nel prossimo futuro.

In rappresentanza di Enel Foundation hanno preso parte al panel Angelo Facchini e Renata Mele, oltre ai professori dell’Università di Toronto Chris Kennedy e Iain Stewart e a James Keirstead dell’Imperial College di Londra.

“Ridurre la pressione del sistema urbano globale sull’ambiente è la chiave per sostenere la crescita urbana dei prossimi decenni”, ha detto Angelo Facchini in apertura del suo intervento, prima di analizzare nel dettaglio le diverse soluzioni di sostenibilità urbana proposte dal mondo accademico e istituzionale (tra gli altri, Banca Mondiale, OCSE, e UNEP).

A seguire, Chris Kennedy si è soffermato sulla possibilità di realizzare un sistema di elettrificazione a bassa diffusione di emissioni nelle megalopoli, mentre Iain Stewart ha messo a confronto il cosiddetto metabolismo urbano di 27 megacities, sottolineando le differenze in aspetti come l’uso efficiente delle risorse. In questo quadro, James Keirstead ha illustrato il metabolismo urbano di Londra.

In chiusura, Renata Mele ha analizzato il ruolo delle utility nell’urbanizzazione del ventunesimo secolo: “L'urbanizzazione è uno dei principali motori di cambiamento nelle società contemporanee, insieme alla globalizzazione economica, alla lotta per le risorse e per l’accesso all’energia e al cambiamento climatico. Aziende come Enel, forti di un’esperienza pluriennale e costantemente capaci di innovare, possono dare un contributo decisivo nella pianificazione e nella costruzione delle città elettriche come soluzione allo sviluppo urbano sostenibile”.

L’evento si è concluso con la presentazione del volume Cities in the 21st century, in uscita a febbraio 2016. “Le utilities svolgono un ruolo chiave nella transizione delle città sostenibili. La smart city è una città che, sfruttando le tecnologie digitali, aiuta a ridurre costi e consumi, impegnandosi in modo più efficace e attivo con i suoi cittadini”, ha scritto l’amministratore delegato di Enel Francesco Starace nella prefazione. Il volume offre una raccolta di riflessioni sui processi di urbanizzazione in atto e sugli sviluppi futuri, all’interno di una panoramica globale sul potere socio-economico della rete urbana tra ecosistemi, smart grids, infrastrutture digitali, governance e disuguaglianze.