#ENERGYACCESS The Energy of Women to Develop Africa

Pubblicato lunedì, 19 ottobre 2015

"L'accesso all'energia non è semplicemente un problema di povertà. In tutto il mondo e soprattutto in Africa è più un problema delle donne", sostiene Derrick Hosea, fondatore di OneLamp, impresa sociale ugandese che mira a estendere l'accesso all'energia pulita a prezzi accessibili attraverso la vendita e la distribuzione di lampade solari pagabili tramite messaggi SMS.

Un recente articolo di The Guardian, pubblicato nell'ambito della partnership editoriale con Enel, documenta che le donne vivono una disparità in termini di fruizione dell'energia elettrica rispetto agli uomini nei Paesi in via di sviluppo. L'Onu ha programmi precisi per lo sviluppo sostenibile da attuare entro il 2030, ma il raggiungimento di questi obiettivi passa inevitabilmente per il superamento delle barriere discriminatorie fra uomini e donne: "Ancora troppe donne continuano a essere discriminate, soggette a violenze e private delle stesse opportunità degli uomini nell'educazione e a lavoro. Se queste disparità non saranno superate i nostri obiettivi nell'agenda per lo sviluppo sostenibile non potranno essere raggiunti". Questo uno dei passaggi più forti del discorso del segretario Ki-moon a New York.

Circa 1,1 miliardi di persone vivono senza elettricità secondo le stime della Banca Mondiale. I bambini di queste famiglie, per studiare, usano lampade al kerosene, tossiche e costose. Una soluzione a questo problema è l'uso delle lampade a energia solare. I bambini le prendono da scuola e le portano a casa. È per questo che Enel Green Power e Enel Foundation hanno creato un progetto energetico: Powering Education. Il progetto è stato lanciato in Kenya alla fine del 2013 mettendo 300 lampade a disposizione. Mauro Ometto, leader di Powering Education, ha dichiarato che "la prima fase ha distribuito (gratuitamente) le lampade in maniera pressoché uguale fra bambine e bambini" e i risultati degli indici di valutazione non hanno evidenziato nessuno squilibrio di genere in termini di apprendimento scolastico. 

12 scuole e 350 studenti nel Kenya meridionale hanno partecipato sino ad oggi al progetto permettendo di rilevare che gli studenti in possesso di una lampada tendono a studiare di più a casa, registrando un aumento del tempo medio di studio pari a circa il 17%. Le famiglie i cui figli hanno ricevuto una lampada solare sono state inoltre in grado di diminuire le spese, riducendo le bollette settimanali della luce del 10-15% e convogliando una porzione significativa dei loro accresciuti risparmi per altri bisogni domestici, quali il miglioramento dei servizi igienici.

Il progetto Powering Education è uno dei primi tentativi di tracciare un legame tra due temi chiave per la crescita sostenibile dei Paesi emergenti: l'elettrificazione delle aree rurali usando energia rinnovabile e la promozione del livello di istruzione. Accompagnando la diffusione di lampade solari con rigorose valutazioni di impatto, il progetto esplora se la disponibilità di fonti di energia pulita abbia un impatto sul rendimento scolastico ed il bilancio familiare. Lanciato nel settembre 2013, in cooperazione con gli Hubs di Roma e Nairobi della Global Shapers Community del World Economic Forum ed in collaborazione con the Coca-Cola Company, Enel Foundation e la ong GIVEWATTS, il progetto ha concluso la sua prima fase con risultati che certificano per la prima volta, attraverso uno studio rigoroso, come l'illuminazione da fonti rinnovabili supporti il rendimento scolastico dei ragazzi e porti benefici anche alle loro famiglie.

Oltre 1.100 lampade solari in 70 villaggi rurali sono state distribuita sino ad oggi, fornendo accesso all'elettricità in modo sostenibile e sicuro per più di 5.500 persone. La seconda fase del progetto prevede il coinvolgimento di circa 60 nuove scuole e 2.300 studenti nella contea di Kisii, nel Kenya occidentale. Questo permetterà di approfondire la conoscenza degli effetti sull'occupazione dei genitori degli studenti, investigando ulteriormente gli impatti dell'energia solare sulle famiglie.