Il doppio binario dell’energia del futuro

Pubblicato venerdì, 2 ottobre 2015

La transizione energetica comporta la necessità di evolvere dall’attuale modello, basato prevalentemente su grandi impianti di generazione ‘centralizzati’ e reti di distribuzione pensate per alimentare in maniera unidirezionale consumi finali ‘passivi’, verso un sistema “che ponga al centro i bisogni dei clienti, fondato su fonti rinnovabili, reti intelligenti, efficienza, sistemi di accumulo”. In un’intervista a La Repubblica Patrizia Grieco, presidente di Enel, riassume le strategie dell’azienda che è stata di recente inserita dalla rivista americana Fortune al quinto posto tra le imprese che hanno il potenziale di cambiare il mondo.

“Il futuro delle utility energetiche sta nella capacità di acquisire l’innovazione e declinarla in modalità diverse” spiega la Presidente “per rispondere a una domanda di energia nei mercati più avanzati non cresce ma chiede più qualità e servizi, mentre in quelli ‘emergenti’ è potenzialmente in grande espansione ma è stata finora bloccata dalla carenza di infrastrutture tradizionali. Enel è pronta a raccogliere questa sfida”.

Le strategie di crescita delle grandi utility elettriche si muoveranno dunque lungo un doppio binario: grandi reti intelligenti nei Paesi industrializzati e micro-grid per piccole comunità in quelli in via di sviluppo. In questi ultimi, dove c’è grande fame di energia e carenza di infrastrutture, è necessario sviluppare innovativi sistemi di alimentazione off grid, ovvero non collegati ‘a monte’ con la rete elettrica. In Kenya, Enel Green Power ha sviluppato un sistema di micro-grid solari collegate a sistemi di storage, che garantirà, per la prima volta, l’accesso all’energia elettrica ad abitazioni e piccole attività economiche. Nell’aria Subsahariana, Enel partecipa al progetto Givewatts che fornisce lampade a energia solare a studenti di Kenya, Tanzania, Uganda. In Cile, EGP ha costruito, a Ollagüe, un impianto off grid ibrido (eolico e fotovoltaico) che consente a un piccolo villaggio isolato a 3.800 metri di altitudine di avere energia per tutto il giorno.

Al contrario, nei cosiddetti “mercati maturi” dal punto di vista energetico come l’Europa, la domanda di elettricità che è sensibilmente calata negli anni scorsi per la crisi economica rimarrà ridotta o comunque si risolleverà di poco anche dopo la ripresa, per motivi demografici e per la diffusione delle pratiche di efficienza. In queste zone non c’è bisogno di costruire nuove infrastrutture, ma di trasformarle in senso digitale. “Le smart city nascono per integrare infrastrutture, servizi e tecnologie per realizzare città sostenibili. Enel ha realizzato diversi progetti pilota nel mondo (Italia, Spagna, Brasile), e a Expo Milano 2015 abbiamo installato un sistema in grado di soddisfare dal punto di vista energetico il fabbisogno di una città di 110.000 abitanti. Si tratta a tutti gli effetti della più grande smart city del mondo”.

La transizione energetica non potrà tuttavia dirsi completa senza la trasformazione del sistema di mobilità, con la diffusione su larga scala dei veicoli elettrici. “Siamo convinti che la mobilità elettrica rappresenti un punto di non ritorno. Abbiamo già installato oltre 2.300 colonnine di ricarica, pubbliche e private, in Italia e Spagna, e realizzato la prima stazione multistandard per la ricarica veloce e simultanea di tre veicoli. Siamo all’inizio di un percorso che vedrà Enel protagonista” conclude la Grieco.