Un domani a zero emissioni

Pubblicato venerdì, 23 ottobre 2015

Diminuzione dei costi di produzione  dalle fonti rinnovabili, reti elettriche intelligenti e ad alta efficienza, azioni incisive della comunità internazionale nella lotta al cambiamento climatico. La convergenza di questi tre fattori chiave indica chiaramente alle aziende energetiche la strada verso fonti a basso livello di emissioni di CO². Ne è convinto l’amministratore delegato di Enel Francesco Starace, che ha ribadito l’impegno a rendere l’azienda carbon neutral entro il 2050 ottenendo positivi riconoscimenti anche dal mondo ambientalista.

Per raggiungere questo obiettivo Enel, la più grande utility al mondo per numero di clienti, ha annunciato che non costruirà più centrali a carbone. “Non investiremo più in impianti che richiedono dieci anni per essere costruiti e che, una volta terminati, non saranno più tecnologicamente adeguati. Lo stesso vale per le centrali nucleari, che richiedono tempi ancora più lunghi, e per la CCS” ha dichiarato l’ad in un’intervista al quotidiano inglese The Guardian. “È evidente che il vento stia soffiando nella direzione delle energie rinnovabili e delle reti intelligenti. Non credo che siamo stati dei geni nell’intraprendere questa strada. Abbiamo capito che era giusto e a breve la maggior parte delle aziende si muoverà in questa direzione”.

A testimoniarlo i risultati ottenuti con l’innovazione e l’evoluzione tecnologica, “un’onda altissima che non è sotto il nostro controllo: possiamo solo decidere come cavalcarla”. Nel Piano Industriale 2015-2019 di Enel, metà dei 18 miliardi di euro destinati alla crescita riguarderanno lo sviluppo di fonti green. Un terzo degli investimenti verrà speso nelle infrastrutture di rete, mentre la parte restante verrà usata per completare gli impianti esistenti, a partire dagli idroelettrici.

Tra poche settimane i Paesi del mondo si incontreranno a Parigi alla COP21, la Conferenza della United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCC), per affrontare il delicato tema del cambiamento climatico. Secondo l’ad di Enel è fondamentale raggiungere un accordo vincolante ambizioso, ma allo stesso tempo concreto e realistico, per l’abbattimento delle emissioni: “Il settore ha bisogno che le nazioni più grandi indichino chiaramente la direzione da intraprendere. Una volta stabilita, non verrà più modificata e noi saremo d’accordo”. La transizione verso l’energia pulita “avverrà molto più velocemente e in modo meno complesso, a condizione che ci siano  buoni quadri normativi. Oppure, al contrario, può richiedere molto tempo e un grande spreco di denaro” conclude Starace.