Cambiamento climatico, in campo le aziende

Pubblicato mercoledì, 25 novembre 2015

Una coalizione di amministratori delegati di 78 aziende di venti settori economici, con attività in più di 150 Paesi che generano ricavi per oltre 2.000 miliardi di dollari, ha chiesto ai Governi di intraprendere azioni coraggiose per combattere il cambiamento climatico.

Tra pochi giorni si terrà a Parigi la United Nations Climate Change Conference of the Parties (COP21), in cui si punta a concludere un nuovo accordo per fermare il cambiamento climatico e contenere l’aumento della temperatura globale entro i 2 gradi. Per la prima volta, oltre ai Governi, al tavolo di Parigi siederanno anche le aziende, che in un sistema di libero mercato sono di fatto i principali attori del processo di decarbonizzazione.

In vista di quest’occasione, manager di tutto il mondo hanno pubblicato un appello per sostenere la cooperazione tra settore pubblico e privato nello sforzo globale di riduzione delle emissioni, in modo da agevolare la transizione verso un’economia sostenibile. Tra i firmatari Francesco Starace, amministratore delegato di Enel, unica azienda italiana ad aderire all’iniziativa.

“Il cambiamento climatico è una delle più grandi sfide globali che influenzerà il modo di fare business ora e nelle prossime decadi. I sottoscritti, sostenuti dal World Economic Forum (WEF), chiedono ai leader mondiali di raggiungere alla COP21 un accordo ambizioso, in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite” si legge nell’appello, pubblicato sul sito del WEF.

I manager auspicano un’agenda strategica fatta di politiche chiare e coerenti (supportate da un rigoroso sistema di monitoraggio, rendicontazione e verifica) per stimolare l’innovazione e lo sviluppo di energie rinnovabili, promuovere l’efficienza energetica, porre fine alla deforestazione.“Accelerare la transizione verso un’economia a basso livello di emissioni genererà crescita e opportunità di lavoro sia nei Paesi maturi che in quelli in via di sviluppo” scrivono ancora i CEO. “Rimandare l’azione non è un’opzione: sarebbe costoso e danneggerebbe le prospettive di crescita. Chiediamo ai Governi di aderire alle misure che saranno prese a Parigi, di essere coerenti nel policy-making e di sviluppare un quadro di innovazione che agevoli il raggiungimento degli obiettivi”.

Raggiungere a Parigi un accordo organico, inclusivo e ambizioso sul clima – concludono i manager – è fondamentale, affinché con il contributo di tutti si riesca a risolvere una questione che non consente ulteriori rinvii.