Open Power, il futuro di Enel

Pubblicato mercoledì, 18 novembre 2015

Una piattaforma di crescita in grado di combinare la portata e gli obiettivi di una multinazionale con le nuove opportunità di un mondo aperto e interconnesso. Per continuare a essere leader in uno scenario in profonda trasformazione, Enel adotta il nuovo approccio Open Power, un indirizzo strategico di apertura che coinvolgerà tutti i processi industriali e le iniziative commerciali del Gruppo, guidando gli investimenti e il rapporto con gli stakeholder. Un concept strategico che poggia su 5 pilastri.

Enel apre le sue infrastrutture a diversi utilizzi. In un sistema energetico che sta diventando sempre più distribuito e condiviso, con un numero crescente di cittadini che assume il ruolo di prosumer (sintesi perfetta tra produttore e consumatore), in Europa e America Latina il Gruppo sta investendo nella creazione di una rete elettrica in grado di supportare lo sviluppo di servizi innovativi. In Italia, ad esempio, Enel installerà contatori elettronici di nuova generazione e sta collaborando con l’industria delle telecomunicazioni per lo sviluppo della banda larga su tutto il territorio nazionale. Parallelamente, prosegue il programma Futur-E, che prevede la dismissione in maniera sostenibile e la destinazione a nuovi usi di 23 impianti di generazione convenzionale, coinvolgendo direttamente le comunità locali nell’intero processo.

Il secondo pilastro è la creazione di nuovo valore per i clienti Enel. Con l’avvento della digitalizzazione, l’azienda sta ridefinendo il suo ruolo per aiutare i clienti a ottenere il massimo dall’energia. Ciò significa aiutare i cittadini a gestire i propri consumi in maniera intelligente, ma anche contribuire a una vera e propria rivoluzione nelle vite di intere comunità con lo sviluppo di sistemi di ricarica per e-car e di infrastrutture per rendere smart le nostre città.

Nel mondo, tuttavia, oltre un miliardo di persone non ha ancora accesso all’elettricità. Per far fronte a questo problema Enel sta portando energia affidabile e sostenibile a un maggior numero di persone, in particolare in America Latina, Africa e Asia. Attraverso il programma Enabling Electricity, Enel partecipa all’iniziativa “United Nations’ Sustainable Energy for All” per garantire elettricità alle popolazioni più povere del mondo. A livello globale, la multinazionale elettrica sta combinando la generazione di energia da fonti rinnovabili e le nuove tecnologie di rete con innovative soluzioni di storage, in grado di assicurare accesso all’elettricità “verde” per 24 ore al giorno.

Enel sta poi investendo per mettere a disposizione delle persone Enel nuove conoscenze e coltivare talenti, creare sinergie e incoraggiare l’integrazione. Ne rappresentano un valido esempio le partnership che le società del Gruppo hanno stabilito con le start-up clean tech europee e sudamericane e che hanno portato a progetti di successo come NO.V.A., in Brasile, dove Enel ha coinvolto talenti da 100 Paesi per progettare e costruire la casa del futuro. Al suo interno, l’azienda sta lanciando un progetto globale per lo sviluppo professionale, che prevede la standardizzazione degli indicatori di performance, la promozione di scambi di esperienze tra uffici e l’ottimizzazione della produttività. A livello globale, Enel mette a disposizione expertise e risorse per le organizzazioni che lavorano nelle comunità locali e ha lanciato programmi di formazione per giovani e adulti.

Infine, c’è l’impegno forte a perseguire modalità di fare business aperte e trasparenti. Per questo Enel lavora in costante dialogo con gli stakeholder, creando un ambiente di mutuo beneficio per assicurare e proteggere gli investimenti. Enel ha dichiarato la sua volontà di divenire azienda carbon free entro il 2050, e sta collaborando con UN Global Compact, Clinton Global Initiatives e altri progetti volti a realizzare questo obiettivo a livello globale. Per la sua azione di leadership nella transizione verso un sistema energetico alimentato esclusivamente da rinnovabili, Enel è stata inoltre inserita dalla rivista americana “Fortune” al quinto posto nella lista delle 50 aziende che possono cambiare il mondo.