La tecnologia per la tutela dell’ambiente e della biodiversità

Pubblicato martedì, 12 gennaio 2016

Nel 1971 Paul R. Ehrlich e John P. Holdren hanno riassunto in un’equazione, nel libro "Impact of population growth”, l’incidenza delle attività umane sui sistemi naturali. Secondo lo studio, l’impatto ambientale dipende da tre fattori: la dimensione della popolazione, il suo benessere o tenore di vita (calcolato in termini di consumo o di produzione pro-capite) e la tecnologia. Laddove siano aumentati benessere economico e popolazione, scrivono i due scienziati, si è registrato un incremento equivalente dell'inquinamento. La tecnologia ha un nesso inverso, in quanto contribuisce a ridurre le emissioni inquinanti delle attività di produzione e consumo.

Come ribadito dalla recente COP 21 di Parigi, il miglioramento tecnologico e l'innovazione possono dunque contribuire a compensare gli effetti negativi della crescita demografica ed economica. Ne è convinta Enel, che da azienda leader globale nel settore energetico è tradizionalmente impegnata nella gestione responsabile di ecosistemi e risorse naturali durante le sue attività.

In particolare, la tutela della biodiversità è un obiettivo strategico della politica ambientale di Enel. I progetti del Gruppo in questo settore prevedono studi, inventari e piani di monitoraggio su specie sensibili, programmi di reintroduzione di specie native, riforestazioni, interventi infrastrutturali su linee elettriche e impianti. Per contribuire agli obiettivi della Convenzione delle Nazioni Unite sulla Diversità Biologica (CBD) e del Piano per la Biodiversità 2011-2020, Enel ha elaborato una specifica policy di Gruppo per tutte le iniziative di salvaguardia della biodiversità.
In Spagna Enel Green Power España, il Consiglio regionale dell’Andalusia per l’Ambiente e la Tutela del Territorio e Microsensory (azienda spagnola specializzata in sistemi GPS) hanno siglato un accordo per la tutela di una specie protetta dall’Unione Europea, la lince pardina.

L’iniziativa mira a sviluppare un sistema di localizzazione e monitoraggio dei felini per mezzo di droni, sostituendo l’attuale metodo che prevede l’utilizzo di segnalatori radio inseriti nei collari degli animali. Enel Green Power España finanzierà la realizzazione del drone, a opera di Microsensory, mentre la giunta regionale andalusa contribuirà con il proprio know-how scientifico e tecnico e si occuperà di verificare che il dispositivo funzioni correttamente.

Fino a oggi le linci, introdotte nelle foreste nell’ambito di un programma di ripopolazione della specie, sono state monitorate utilizzando un segnalatore radio collegato al collare. “I dispositivi radio hanno finora offerto valide informazioni sul territorio e i sentieri battuti dai felini, ma il monitoraggio è estremamente dipendente dall’orografia del territorio e necessita della vigilanza quotidiana di un operatore” ha dichiarato José Fiscal, ministro regionale dell’Andalusia.

La Spagna ha effettuato un enorme sforzo per incrementare la popolazione nelle foreste della lince iberica, “cugino minore” della lince eurasiatica, dopo che la specie si era quasi completamente estinta alla fine del secolo scorso. Tra le cause che hanno minacciato l’estinzione dei felini la caccia di frodo, la perdita dell’habitat naturale e una pestilenza che ha colpito i conigli, loro prede abituali. La specie si era ridotta nel 2002 a soli 94 animali, circoscritti in due piccoli territori dell’Andalusia.

Grazie a programmi di riproduzione controllata delle linci e una intensa opera di protezione delle foreste che le ospitano, il numero è cresciuto fino ai 327 esemplari registrati a fine 2014.
Lo scorso mese il ritorno della lince pardina nei boschi della valle di Guadarrama, non lontano da Madrid, è stato confermato da un team di ricercatori dell’ Università Complutense di Madrid (UCM) grazie all’analisi del DNA degli escrementi animali.

Un successo raggiunto grazie agli sforzi congiunti di autorità, associazioni e imprese, che ha consentito all’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) di abbassare, lo scorso luglio, la categoria di minaccia della lince pardina da CR (Pericolo critico di estinzione) a EN (In pericolo).

C’è ancora molto lavoro da fare per assicurare la sopravvivenza della specie, ma i risultati ottenuti nell’innalzamento del livello di tutela della lince pardina testimoniano ancora una volta l’importanza del ruolo giocato dalla tecnologia. Un sentiero che Enel continuerà a percorrere con decisione.