L'Open Innovation senza confini

Pubblicato venerdì, 12 febbraio 2016

Un tempo l’innovazione nasceva e si sviluppava quasi esclusivamente all’interno delle grandi organizzazioni. Nell’era della tecnologia digitale questo mondo oligopolistico non esiste più. I produttori di conoscenza si sono moltiplicati: cercare dunque di gestire autonomamente il processo che porta sul mercato un nuovo prodotto o servizio potrebbe essere complicato. E in certi casi inutile.

Per poter fare innovazione nel mercato globale di oggi è infatti necessario guardare anche fuori dalla propria azienda, stringendo alleanze strategiche per sviluppare innovazioni adatte alle nuove esigenze dei clienti. Per questo Enel ha adottato il modello dell’Open Innovation, un paradigma di apertura a 360 gradi, che va da start-up a grandi aziende, da università e centri di ricerca fino ai progetti di singoli innovatori. Non è rilevante la grandezza dell’organizzazione con cui collaborare: conta esclusivamente la qualità dei progetti proposti.

Partendo da questo assunto, abbiamo costruito un ecosistema di fondi di venture capital, università, acceleratori, altre aziende e istituzioni, in cui le start-up trovano tutto ciò che serve per crescere e diventare storie di successo, integrando i loro progetti nelle nostre attività commerciali e industriali. L’obiettivo è creare una vera e propria “fabbrica dell’innovazione” che favorisca uno scambio tra interno ed esterno a vantaggio del business e della comunità.

Per questo abbiamo deciso di avviare un programma di accelerazione per start-up in Israele, un Paese con una tale concentrazione di aziende innovative da poter vantare una sua versione di Silicon Valley, detta “Silicon Wadi”. Nell’incubatore, che avrà sede a Tel Aviv, saranno scelte ogni anno fino a otto start-up che potranno beneficiare di un supporto tecnologico pensato su misura, della durata di 6 mesi.

L’iniziativa è stata annunciata a Londra nel corso del nostro Start Up Day, un meeting di start up e fondi venture capital tenutosi negli uffici di “We Work”, lo spazio di co-working più grande d’Europa. All’incontro sono intervenuti, tra gli altri, Karim el Malki (CEO and Founder Athonet Smartgrid), Easwaran Navaratnam (Managing Partner & Co-Founder 01 Ventures) e Alisée de Tonnac (Founder Seedstar World). Tra i temi al centro della discussione big data, manutenzione predittiva, internet of things, statistica e clean tech.

“Oggi lavoriamo con le start-up a Londra, Madrid, Roma, Rio e in tutti i Paesi dove operiamo, e ora anche in Israele. Gli innovatori non sono solamente dentro Enel. Bisogna essere percepiti come un’impresa innovativa, interessante, ma è molto importante coinvolgere nelle nostre attività persone che non lavorano per noi” ha dichiarato il direttore Innovazione e Sostenibilità di Enel Ernesto Ciorra a margine dell’evento londinese.

Il nuovo incubatore selezionerà le start-up attraverso open call. I progetti più interessanti avranno a disposizione i laboratori Enel, i nostri migliori esperti e una customer base di oltre 60 milioni di clienti. Stabiliremo in questo modo una presenza in uno degli ecosistemi di innovazione più sviluppati al mondo, facendo leva sulla rete dei fondi di venture capital, sulle università e sulla collaborazione con l’Ufficio del “Chief Scientist” presso il Ministero dell’Economia di Israele.

Il programma di accelerazione israeliano replica il modello già avviato con le iniziative Energy Start, in America Latina e INCENSe, promossa dalla Commissione Europea, grazie alla quale 42 start-up europee e israeliane riceveranno fino a 150mila euro di finanziamento per lo sviluppo dei loro progetti.