Un nuovo paradigma dell'auto: da mezzo di trasporto a batteria con le ruote

Pubblicato martedì, 19 aprile 2016

La sfida della mobilità elettrica in Europa passa attraverso la creazione di una capillare infrastruttura di ricarica user-friendly. Realizzare una vasta rete per il rifornimento veloce e flessibile di tutti i tipi di e-Car presenti sul mercato, è infatti fondamentale per dar vita a un nuovo modello di trasporto privato e pubblico, più sostenibile “dalla pompa allo scarico”.

Il tema è stato al centro della seconda edizione dell'International Conference on e-Mobility Charging Infrastructures in Europe 2020, in programma il 17 e 18 aprile a Berlino e al quale sono intervenuti rappresentanti di tutti i soggetti coinvolti: istituzioni europee e nazionali e grandi aziende dell'automotive e dell'energia.

Enel ha contribuito al dibattito con gli interventi di Ernesto Ciorra, direttore Innovation and Sustainability del Gruppo e di Federico Caleno Head of New Technologies and Global I&N Innovation Network Technology unit, protagonisti di un panel dal titolo a dir poco curioso e dirompente: Destroying paradigms of a car: using open innovation to become a platypus (distruggere il paradigma dell'auto: usare l'open innovation per diventare un ornitorinco).

Che cosa accomuna questo particolarissimo mammifero con l'innovazione e le e-car lo ho spiegato Ciorra parlando della nostra visone Open Power all'innovazione: “L’ornitorinco è un animale che rompe gli schemi, esce dai paradigmi, è un caso di evoluzione e adattamento. Essere un’azienda ornitorinco, comportarsi come un ornitorinco, vuol dire essere pronti a cogliere le sfide che si presentano, evolvendo e mutando continuamente”.

Dunque la chiave per introdurre un nuovo modello di mobilità in Europa è quello di proporre soluzioni innovative e condivise, in grado di affrontare la sfida della riduzione delle emissioni e contribuire alla lotta ai cambiamenti climatici. Ma per le e-car, il cammino verso l'affermazione della specie è solo agli inizi. “Se infatti il mercato raggiungerà la piena maturità entro 5 o 10 anni, le condizioni per renderlo sostenibile vanno costruite oggi, a partire dai necessari aggiornamenti tecnologici. Questi includono la disponibilità di infrastrutture di ricarica sulla lunga distanza, il miglioramento della capacità delle batterie e il costo per kWh. Tutti parametri chiave per migliorare il costo di gestione (TCO) dei veicoli elettrici, che oggi rappresenta il vero ostacolo alla loro diffusione”.

Ciorra si è quindi soffermato sull'importanza di trovare soluzioni innovative in grado di rispondere a più problemi insieme: “La mobilità elettrica è senza dubbio un’opportunità di business multidisciplinare che deve essere intrapreso tenendo conto dei punti di vista di diversi settori coinvolti, dall'automotive all'IT. Una multidisciplinarità per la quale vanno sostenute forme di collaborazione a favore di start-up innovative focalizzate sull'e-mobility, grandi player dell’automotive, come stiamo già facendo con Nissan, produttori di batterie, così come i progetti di cooperazione finanziati UE”.

“Il concetto di Open Innovation e la capacità di sfruttare al meglio la catena dei fornitori, unita alla riduzione dei costi dei brevetti rispetto al passato, sono i fattori che stimoleranno la concorrenza, promuovendo miglioramenti tecnologici e un ripensamento dei modelli di business degli operatori storici del settore”. Ed è in questo contesto che Enel si sta muovendo per lavorare come hub, favorendo lo sviluppo di nuove soluzioni per accelerare questo processo.

Per fare il punto sul mix di soluzioni per l'e-mobility messo in campo da Enel, Federico Caleno ha poi ricordato come, nel giro di pochi anni, siamo stati capaci di sviluppare  tecnologie all'avanguardia per semplificare e rendere flessibile i sistemi in grado di fare il pieno di elettricità. Siamo stati anche i primi, ha spiegato, a sviluppare sistema V2G-Vehicle-to-Grid, oggi prossimo al lancio sul mercato globale e per il quale prevediamo una versione 2.0 nel corso del 2017. Si tratta di una soluzione che permetterà alle auto elettriche di diventare delle vere proprie “centrali mobili”, con possibilità di utilizzare, accumulare e reimmettere in rete l’elettricità in maniera molto semplice, sfruttando le nuove tecnologie per la gestione bidirezionale della carica, presenti on board e nei punti di ricarica. Grazie a questo sistema, l'auto funzionerà come uno storage, ad esempio si potrà effettuare la ricarica quando la produzione di energia da fonti rinnovabili è molto alta e la stessa energia potrà esser reimmessa in rete quando la rete stessa dovesse richiederla per esigenze di bilanciamento. Il modello secondo le stime attuali potrebbe portare ad un beneficio di circa 1.400 euro l'anno per ogni veicolo oltre che un abbattimento quasi totale delle emissioni in atmosfera.

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