Riduzione dei rischi, l’importanza delle scelte

Pubblicato venerdì, 17 giugno 2016

Secondo le Nazioni Unite non esistono disastri “naturali”, ma soltanto pericoli naturali. Nella maggior parte dei casi, la gravità di un disastro è strettamente correlata alle scelte che facciamo per le nostre vite e per l’ambiente. Scelte che riguardano come produciamo cibo, come e dove costruiamo le nostre case, che tipo di politiche adottiamo, come funziona il nostro sistema economico. Ogni azione è in grado di renderci più vulnerabili o più resilienti ai disastri.

La riduzione dei rischi di disastro (Disaster Risk Reduction - DRR) punta a contenere il danno causato da pericoli naturali (terremoti, alluvioni, siccità e cicloni) attraverso la cosiddetta etica della prevenzione. Uno sforzo sistematico per analizzare e ridurre l’esposizione ai pericoli con una gestione intelligente di terra e ambiente e una più attenta attività di prevenzione e allerta. 
La DRR, fattore chiave dello sviluppo sostenibile, coinvolge ogni parte della società: dai governi ai cittadini, dal settore pubblico a quello privato.

Lo scorso anno si è tenuta in Giappone, a Sendai, la terza Conferenza Mondiale delle Nazioni Unite sulla riduzione del rischio di disastro. In quell’occasione è stato siglato il Sendai Framework for Disaster Risk Reduction 2015-2030: un accordo di 15 anni, non vincolante, che riconosce il ruolo primario degli Stati nella riduzione dei rischi ma estende la condivisione della responsabilità con le istituzioni locali, il settore privato  e altri stakeholder. L’accordo prevede inoltre obiettivi e modalità d’azione comuni per tutti i firmatari.

In seguito alla Conferenza di Sendai è stata lanciata l’ARISE (Private Sector Alliance for Disaster Resilient Societies), un’iniziativa comune per creare società resilienti al rischio rinforzando la collaborazione tra settore privato, pubblico e altri stakeholder. Per discutere dell’attuazione del Sundai Framework, si è tenuto a Firenze l’High Level Forum on Implementing the Sendai Framework for Disaster Risk Reduction at Local Level.

Organizzato dal Governo italiano e dal Comune di Firenze in collaborazione con lo United Nations Office for Disaster Risk Reduction (UNISDR), lo United Nations Human Settlements Programme (UN-Habitat) e gli United Cities and Local Governments (UCLG), l’evento – svoltosi a Firenze in occasione del cinquantennale dell’alluvione del 1966 – ha visto la partecipazione di ministri, esperti del settore, membri di ONG e di aziende.

In rappresentanza di Enel - prima utility globale membro dell’ARISE e vicechairman del Board  – è intervenuto il Direttore della Divisione Infrastrutture e Reti Globale Livio Gallo, che ha illustrato l’impegno della nostra azienda per il consolidamento di una rete elettrica sempre più efficiente e resiliente sia in situazioni ordinarie sia in caso di emergenza. Digitalizzazione, automazione e telegestione della rete elettrica, investimenti per un sistema elettrico sempre più smart e capacità di gestire le emergenze con una struttura adeguata sono i nostri elementi chiave per rendere la rete sempre più in grado di reagire efficacemente a situazioni di crisi.

Gallo si è soffermato anche sull’Enel’s Network Resilience Project 2016,  che punta a rispondere a eventuali situazioni di emergenza che coinvolgano il sistema elettrico attraverso analisi del rischio di rete, indagini sulle condizioni climatiche e accordi con le Istituzioni. “In condizioni estreme nessuna istituzione, nessuna azienda e nessun soggetto può affrontare le avversità da solo” osserva Gallo. “È necessario quindi pianificare nel dettaglio un’organizzazione e una collaborazione tra tutti gli attori in campo, per elaborare una strategia di successo e assicurare un’operatività immediata e risolutiva”.

La sessione di lavoro è stata aperta dal sindaco di Firenze Dario Nardella, dal Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio da disastri Robert Glasser e dal sottosegretario italiano alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, mentre in chiusura è intervenuto il Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti.