Natura e business: la biodiversità per uno sviluppo sostenibile

Pubblicato venerdì, 7 ottobre 2016

Si è svolto a Chennai in India il meeting annuale del World Business Council for Sustainable Development. Tutela dell'ambiente e dell'acqua tra i temi al centro dell'evento e di un gruppo di lavoro coordinato da Enel.

L'India, terzo paese al mondo per emissioni di CO2, ha depositato domenica scorsa, 2 ottobre, alle Nazioni Unite il documento di ratifica dell'Accordo di Parigi contro i cambiamenti climatici. La consegna è avvenuta nell’anniversario del compleanno del leader storico indiano, Mohandas Gandhi.

Con l'adesione all'Accordo, l’India si è impegnata a produrre entro il 2030 almeno il 40% della sua elettricità da fonti non fossili, compresi 175 GW di energia rinnovabile entro il 2022.

Un segnale importante verso un modello di crescita sostenibile da parte di uno dei Paesi dove il tumultuoso sviluppo economico stenta a coniugarsi con il rispetto dell'ambiente e delle risorse naturali. Proprio per discutere di sostenibilità e business, dal 3 al 6 ottobre si è svolto a Chennai il meeting annuale del World Business Council for Sustainable Development (WBCSD), il network internazionale che riunisce 200 multinazionali interessate a lavorare a un futuro sostenibile per le imprese, la società e l'ambiente.

Non a caso il titolo scelto per il summit di quest'anno è stato “Implementing Sustainability at Scale”, a indicare la possibilità di applicare la sostenibilità come modello di crescita scalabile. Nel corso dell'evento i partecipanti (tra cui Paul Polman, Ceo di Unilever, Mukund Rajan di Tata Son, Sunny Verghese di Olam International e Robert Swaak di PWC), si sono confrontati su temi come città e mobilità sostenibile, lotta al cambiamento climatico, uso responsabile dell’acqua e rispetto dei servizi ecosistemici.

Enel è tra le grandi utility internazionali che aderiscono al WBCSD. Al meeting ha partecipato Luca Meini, Head of Environmental Policies . Oltre a testimoniare la filosofia Open Power del Gruppo e l'esperienza nell'integrazione della sostenibilità nei modelli di business nella nostra azienda, Meini in qualità di coordinatore, ha dato il via ai lavori del Working Group WBCSD "Biodiversity Measurement, Valuation and Reporting”, un tavolo creato dall'organizzazione per permettere alle aziende di confrontarsi su come il business può impegnarsi responsabilmente per tutelare la biodiversità nelle proprie operazioni, con particolare riguardo a una risorsa cruciale come l'acqua.

“L'obiettivo del gruppo di lavoro è quello di avviare un confronto su come valutare e affrontare problematiche connesse alla salvaguardia delle risorse naturali e della biodiversità, da cui dipendono la produttività delle aziende e la funzionalità dei diversi ecosistemi. Grandi aziende come la nostra hanno oggi l'esigenza di studiare in che modo individuare indicatori di biodiversità per integrarli al meglio nelle proprie strategie di crescita”.

“Enel – osserva Meini – sta conducendo numerosi progetti di biodiversità nel mondo, ma le loro ricadute sono percepite solo a livello locale, mentre manca una visione complessiva. L'idea alla base del gruppo di lavoro del WBCSD è capire come creare una connessione tra le diverse iniziative per darne poi una visione d'insieme ai nostri stakeholders. Il tentativo è di definire un modo per misurare e catalogare pratiche e risultati in termini quantitativi, per dare alla biodiversità una sua metrica, così come è stato fatto, ad esempio, per le emissioni di CO2. Consolidare una metodologia per misurare l'integrazione nel business di azioni di gestione e salvaguardia degli ecosistemi e dell'ambiente permette di collegare la biodiversità anche all'attuazione di due dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite - gli SDGs 14 e 15 - dedicati alla conservazione di oceani e foreste”.

Definire una metrica per la biodiversità significa aiutare le aziende a essere più sostenibili nell'operatività del business, integrando in modo consapevole la salvaguardia degli habitat naturali e delle risorse nelle proprie strategie. Del resto, come sosteneva Gandhi, "sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fin tanto che non vengono trasformati in azioni".