La creatività nel futuro del business

Pubblicato venerdì, 24 marzo 2017

Ridisegnare il futuro del business e dell'economia a partire dai concetti di sostenibilità, innovazione e creatività. A promuovere una riflessione aperta sull'evoluzione della Corporate Social Responsability è stato il Gruppo Prada, che il 20 e 21 marzo a Milano ha dato vita alla conferenza 'Shaping a Creative Future'.

L'evento, organizzato in collaborazione con Yale School of Management e Politecnico di Milano School of Management, si è articolato in due giornate di studio e confronto, strutturate su quattro temi: Brand Heritage And Market Value, Design For Sustainability Through Innovation And Tradition, Sustainability And Value Creation, Driving Creative Excellence. Ad esplorare le possibili e molteplici connessioni tra sostenibilità, innovazione, creatività e business i giovani studenti e i professori delle due università, esperti del mondo della cultura e manager di grandi aziende italiane e internazionali, tra cui anche Enel.  

“È significativo che un'azienda globale della moda come il Gruppo Prada,  promuova un dibattito su come innovazione e sostenibilità possano contribuire a ridisegnare il futuro delle aziende in quest'ambito e non solo”, sottolinea Maria Cristina Papetti Head of Sustainability Projects and Practice Sharing di Enel, intervenuta all'evento portando l'esperienza del nostro Gruppo.

La conferenza voluta da Prada, spiega Papetti, conferma una volta di più come la sostenibilità stia diventando sempre più centrale per le aziende e la società e motore di un nuovo modello di business. Un concetto evidenziato anche da Carlo Mazzi, presidente del consiglio di amministrazione di Prada, che ha spostato il focus sull'intreccio tra sostenibilità, creatività e innovazione: “quando la creatività si concentra sul bello e buono, allora diventerà sostenibilità”. Alle parole di Mazzi hanno fatto eco quelle di Carlo Capasa, Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana: “Abbiamo bisogno di un nuovo Rinascimento in cui ci sia equilibrio tra sviluppo tecnologico e natura”. Per farlo, ha aggiunto, “bisogna adottare parametri concreti e misurabili, riportando al centro l'uomo”.

“Oggi c'è una coscienza collettiva importante sui temi della sostenibilità. Ci si interroga su cosa significa essere sostenibili: non è solo una questione etica o di rispetto dell'ambiente, ma significa appunto riportare l'uomo al centro, avendo ben presente gli impatti che i nostri stili di vita possono avere sul futuro del Pianeta. Ad esempio, il tema del cambiamento climatico è oggi una realtà con cui ogni aziende deve fare i conti se vuole rimanere sul mercato nel lungo periodo. E gli investitori sono sempre più attenti alle imprese che mettono queste tematiche al centro del proprio piano industriale. Questo non vuol dire fare greenwashing, ma lavorare all'interno della propria catena del valore, anche quella di fornitura, per ridurne gli impatti il più possibile e generando valore per l’Azienda e tutti i suoi Stakeholders”, ha sottolineato la manager di Enel.

Il nostro Gruppo, ricorda Papetti, inizia ad avere una forte credibilità e un riconosciuto ruolo di leadership come azienda innovativa e sostenibile: “Abbiamo messo al centro della nostra strategia e modello industriale, innovazione e sostenibilità: questo ci permette di guardare in modo nuovo a prodotti e servizi, di cogliere con un approccio Open le idee innovative che nascono  anche fuori dal perimetro aziendale e di includere nel nostro piano di crescita l'impegno diretto alla realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibili definiti dall'Onu con l'Agenda 2030 e gli SDGs. Possiamo raccontare molto delle esperienze maturate e fare da apripista ad altre aziende, grandi e piccole, promuovendo una rete che fa bene a tutto il Sistema Italia”.