Sostenibilità, i risultati di Enel

Pubblicato giovedì, 26 ottobre 2017

A come “The A List”. La prima lettera dell’alfabeto per indicare l’ultimo riconoscimento ottenuto per i nostri impegni sulla sostenibilità. Per il secondo anno consecutivo, il nostro Gruppo è stato incluso nella lista dei leader mondiali nelle risposte corporate al cambiamento climatico, stilata dalla piattaforma non-profit per la rilevazione ambientale globale CDP (nota in passato come Carbon Disclosure Project). Le compagnie selezionate nel 2017 sono state 112, su più di 2000 partecipanti al programma: siamo stati inclusi per i risultati ottenuti nella riduzione delle emissioni, nella mitigazione dei rischi climatici e nello sviluppo di un’economia a basso impatto ambientale.

Sostenibilità è anche qualità degli ambienti di lavoro e valorizzazione delle persone. Parametri valutati ogni anno dalla rivista americana Forbes che, a ottobre, ci ha inserito nella Top 20 della World’s Best Employers List 2017: siamo primi sia fra le utility a livello globale sia fra le aziende italiane. Un risultato emerso a conclusione dell’analisi realizzata da Statista, agenzia di statistica leader negli Stati Uniti: oltre 36mila raccomandazioni globali per definire la lista dei 500 migliori datori di lavoro al mondo (su 2000 aziende valutate per vendite, profitti, asset e valore di mercato).

A settembre, invece, era stata la rivista americana Fortune a includere il nostro Gruppo nella classifica “Change the World”, unica utility e unica azienda italiana tra le prime 50 che stanno migliorando la vita del pianeta da un punto di vista sociale e ambientale. In particolare, la rivista Fortune ha riconosciuto il nostro impegno a ridurre l’impronta dei combustibili fossili nel mondo e a rendere il nostro mix energetico carbon free entro il 2050.

Sempre nello stesso mese siamo stati inclusi – per il quattordicesimo anno consecutivo – nel Dow Jones Sustainability World Index (DJSI World). Enel ha registrato una performance particolarmente brillante nella categoria Ambiente, con un punteggio di 100/100 in Climate Strategy, Water-related Risks, Biodiversity ed Environmental Reporting. Abbiamo inoltre ottenuto il punteggio massimo nei segmenti Policy Influence, che misura la trasparenza e il livello di disclosure sulle attività di advocacy, e Materiality, riferito alla capacità della società di conciliare la strategia con le aspettative degli stakeholder.

La Policy Influence è anche il tema della classifica del think tank britannico InfluenceMap: l’idea centrale è che l’impatto di un’azienda sui temi del cambiamento climatico non possa essere basato solo sulla riduzione di emissioni di gas serra, su cui Enel si è posta impegni ambiziosi entro il 2050, ma sia altrettanto importante influenzare il clima d’opinione, il discorso pubblico e le politiche dei governi sui temi ambientali. Un fattore che InfluenceMap chiama Carbon Policy Footprint e che ci colloca in ottima posizione nel ranking, in compagnia di gruppi come Apple, Ikea e Unilever, e tra le utility sotto solo alla britannica SSE.

Prima dell’estate, poi, era arrivato un altro importante riconoscimento. L’indice di sostenibilità FTSE4Good ci ha premiato con un punteggio complessivo di 4,6 su 5 nei settori ESG (ambiente, sociale e governance): nel settore governance Enel ha ottenuto il massimo punteggio possibile di 5 su 5, nel settore sociale 4,7 e in quello ambientale 4,3.

Il nostro Gruppo figura anche in altri importanti indici globali di sostenibilità, quali Euronext Vigeo Eiris, STOXX Global ESG Leaders e il Carbon Disclosure Leadership Index.