Innovare con i dati

Pubblicato giovedì, 21 dicembre 2017

Big Data, big business. Il volume di dati che ogni azienda oggi è in grado di raccogliere non ha sostanzialmente limiti. Saperli elaborare e sfruttare rappresenta un fattore decisivo in termini competitivi: permette di attenuare i rischi, prevedere i risultati degli investimenti, rendere meno incerto il rapporto con il mercato.

È stato questo il tema al centro dell’intervento del Chief Innovability Officer di Enel Ernesto Ciorra a San Francisco, dove ha partecipato alla quarta edizione della World Open Innovation Conference, uno dei più rilevanti appuntamenti mondiali dedicati alla Open innovation, e dove il nostro Gruppo ha ricevuto il Business Model Transformation Award.

I principali trend dell’innovazione hanno oggi nei Big Data il loro comune denominatore. Basti pensare all’Internet of things: oggetti di ogni tipo connessi in rete tra loro per mappare movimenti, percorsi, tempi e azioni con l’obiettivo di definire un nuovo paradigma di efficienza. In California Ciorra ha proposto una call for challenges per capire come la Open innovation possa contribuire a far sì che un’azienda diventi data driven, capitalizzando al meglio le informazioni in suo possesso. La posta in gioco è enorme, perché direttamente connessa con la capacità delle singole aziende di competere sul mercato. Per vincere questa sfida, il nostro Gruppo ha definito una strategia di Open innovation denominata Open Power, che punta a raccogliere anche all’esterno del perimetro aziendale progettualità e intuizioni di business con l’obiettivo di integrarle nell’operatività quotidiana del Gruppo, innovandola senza soluzione di continuità.

Un approccio che all’appuntamento di San Francisco è stato premiato con un riconoscimento importante. “Il premio è la dimostrazione di come l'intero Gruppo Enel, non solo la funzione Innovability, abbia lavorato per innovare, - è il commento di Ernesto Ciorra - andando oltre i paradigmi mentali e di business, le regole dominanti che ogni giorno limitano il nostro modo di lavorare”.

“Siamo stati premiati sia per aver stravolto consuetudini e certezze, creando nuovi modelli di business come il Vehicle to Grid ed Enel Open Fiber, sia per esser riusciti a cambiare la nostra organizzazione, arricchendo la nostra azienda con il contributo strutturato di stakeholder interni ed esterni”

– Ernesto Ciorra, Chief Innovability Officer di Enel

La nostra strategia Open Power intende dare vita a un ecosistema globale in grado di mettere in connessione i talenti e le idee, per creare delle contaminazioni capaci di innescare cambiamenti profondi nel contesto nel quale il nostro Gruppo agisce e intende essere protagonista. Solo negli ultimi 12 mesi, abbiamo inaugurato tre innovation hub, a San Francisco (Usa), a Mosca (Russia) e a Madrid (Spagna), che si sono aggiunti a quelli già aperti a Tel Aviv (Israele), Santiago (Cile) e San Paolo (Brasile). Lo scopo è di mettere a disposizione del Gruppo osservatori privilegiati su territori ad altissima intensità di innovazione e ricerca, per entrare in contatto con startup con cui avviare dei percorsi di collaborazione, non solo nel settore dell’energia.

“Ci è stato riconosciuto di aver attuato un vero modello di Open Innovation, con 130 partnership globali, più di 2300 startup valutate, azioni sfidanti sulla cultura come My best failure, Enel Innovation World Cup e No more excuses, il lancio della piattaforma di crowdsourcing Open Innovability. - continua Ciorra - Siamo stati premiati anche per aver utilizzato l’open innovation per conseguire risultati reali, grazie al contributo di tutte le aree aziendali: dalle funzioni che abilitano l'innovazione (legale, risorse umane, procurement, comunicazione, etc) sino alle business line che la concretizzano. Questo premio è un riconoscimento al grande lavoro, all’impegno e alla passione messi in campo da tutti noi, a partire dal nostro AD, dalla nostra Presidente e dai membri del consiglio di amministrazione, fino ai neoassunti che ci hanno scritto per suggerirci come migliorare. Un corpo non può cambiare se tutte le sue parti non cambiano insieme, come stiamo facendo noi”.