Energia per tutti: ecco come fare

Pubblicato mercoledì, 23 maggio 2018

Gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu (SDGs) sono 17 e sono tutti importanti. Ma dal numero 7 dipendono molti altri: assicurare a tutti l’accesso a energia pulita e a basso costo consente di creare le condizioni migliori per uno sviluppo economico e sociale diffuso e sostenibile.

Non è un caso che il Vienna Energy Forum 2018 (14-16 maggio) si sia concentrato proprio sull’SDG#7, mettendo a confronto governi, organizzazioni internazionali, aziende, esperti. Un modello multi-stakeholder già sperimentato con successo nelle cinque edizioni precedenti.

Anche quest’anno il nostro Gruppo è stato tra i protagonisti del forum, organizzato da UNIDO (United Nations Industrial Development Organization), l’International Institute for Applied Systems Analysis e il governo austriaco.

Il panel di apertura, dedicato al tema della trasformazione del sistema energetico, è stato introdotto dal keynote speech di Jeremy Rifkin, economista molto noto a livello internazionale, autore del bestseller La società a costo marginale zero e presidente della Foundation on Economic Trends. A lui il compito di tratteggiare il grande affresco della quarta rivoluzione industriale, dove la convergenza tra digitalizzazione delle reti e sviluppo delle fonti rinnovabili avrà l’effetto di “democratizzare l’energia”, anche perché risorse illimitate come solare ed eolico hanno costi marginali pari a zero. Dalle infrastrutture integrate verticalmente e centralizzate si passerà a un sistema orizzontale, distribuito e più resiliente, dove il consumatore è anche produttore e, attraverso sistemi di storage evoluti e intelligenti, scambierà energia con la rete. “Power to people” è stata la sintesi di Rifkin, secondo il quale le aziende energetiche saranno destinate a cambiare modello di business: invece di produrre energia venderanno servizi per favorire l’accesso alla rete.

Un processo già iniziato, che non si fermerà e che è destinato a compiersi nei prossimi vent’anni. La convergenza tra rinnovabili e digitalizzazione sta già cambiando il mix energetico in molti Paesi. “È fondamentale che la legislazione segua l’evoluzione tecnologica” ha spiegato Lamberto Dai Pra’, Head of Sub-Saharan Africa, Asia and Australia di Enel Green Power, citando i casi di Marocco, Egitto, Sudafrica. “La green revolution ha ormai 10 anni e ancora tanto da dare. Lo storage esiste da molto tempo anche se solo ora il basso livello dei costi raggiunti ne comincia a permettere applicazioni industriali che stanno cambiando le fondamenta del mercato elettrico; ma la vera rivoluzione all’orizzonte è quella digitale che tuttavia deve essere anch’essa accompagnata da una regolamentazione adeguata” ha aggiunto Dai Pra’ secondo il quale non è prevedibile con certezza quali strade imboccherà l’evoluzione tecnologica: basti pensare alle ricerche sull’energia dalle onde degli oceani che anche Enel Green Power sta portando avanti.

La sfida di replicare le best practice a livello internazionale è tornata in altri interventi. “Lo sappiamo già che più di un miliardo di persone oggi non ha accesso all’energia: - ha spiegato Rachel Kyte, CEO and Special Representative of the United Nations Secretary-General for SEforAll - l’importante è concentrarsi sui passi concreti che, da qui a 5 anni, si possono compiere in Paesi come Bangladesh, Togo e Uganda. Non solo, è necessario anche spostare i sussidi dalle fonti fossili a quelle pulite”.

Il tema dell’accesso a energia pulita a basso costo non riguarda solo i Paesi in via di sviluppo. Come ha spiegato Megan Richards, Direttore Energy Policy della Commissione Europea, tra gli obiettivi della Energy Union c’è quello di affrancare i Paesi dalla dipendenza da una sola fonte energetica, ma anche la decarbonizzazione e, soprattutto, l’efficienza energetica. Un elemento cruciale, quest’ultimo, e spesso sottovalutato su cui ha insistito Scott Foster, Direttore della United Nations Economic Commission for Europe. “Da bambino mio padre in Alabama non aveva accesso né all’acqua né all’energia. Quindi so bene quali progressi sono stati fatti ma attenti a non diventare prigionieri delle tecnologie come gli uomini che hanno abbandonato la Terra nel film Wall-E. Meglio puntare sull’efficienza energetica per esempio degli edifici che dovranno essere sempre più smart”.  

Come ha spiegato l’Head of Network Technology and Innovation di Enel Global Infrastructure and Networks., Robert Denda, ospite di un altro panel del Vienna Energy Forum, “la digitalizzazione della rete è il principale fattore abilitante per il raggiungimento dell'SDG#7. La riduzione delle perdite e il miglioramento dell'efficienza nella trasmissione e nella distribuzione copriranno in parte il previsto aumento della domanda di energia”. Basti pensare che “nel 2014 le perdite globali di trasmissione e distribuzione sono state pari a 1.970 TWh, equivalenti all'8,2% della generazione mondiale di quell'anno”.

Su innovazione ed efficienza energetica Enel sta spingendo molto, proprio nella direzione indicata dall’agenda 2030 dell’Onu. Al Vienna Energy Forum dell’anno scorso proprio Denda aveva annunciato la partnership con Unido sul SEforALL Electrification Accelerator. Un progetto per velocizzare l'elettrificazione dei territori, contribuendo sia alla lotta al cambiamento climatico sia al raggiungimento dell'SDG#7: l’accesso universale all'energia.