Il rischio meteo? Scienza e business

Pubblicato lunedì, 15 ottobre 2018

Non sono solo le fonti rinnovabili a essere influenzate dai fattori meteorologici, ma tutto il mondo dell’energia. Il legame più diretto è fra l’andamento della temperatura e la domanda di energia ma, in modo indiretto, precipitazioni ed eventi estremi possono avere effetti sulle reti di trasmissione e sul trasporto delle materie prime, oltre che sulla disponibilità di acqua per i circuiti di raffreddamento. Naturalmente, poi, le conseguenze della nuvolosità, dei venti e delle precipitazioni sono particolarmente evidenti per impianti solari, eolici e idroelettrici.

Quali sviluppi di tipo tecnologico e finanziario possono aiutare a mitigare i rischi economici associati ai fenomeni meteorologici? Questa l’esigenza che ha spinto il nostro Gruppo – prima e finora unica società italiana – ad aderire alla Weather Risk Management Association (WRMA), che raccoglie tutti i soggetti interessati a promuovere la ricerca e a sensibilizzare l’opinione pubblica su questi temi.

I rischi riguardano gli ambiti produttivi più disparati: dal turismo balneare e sciistico all’organizzazione di grandi eventi sportivi e musicali, fino ai trasporti. Ma sono energia e agricoltura i settori coinvolti più rilevanti. E su questi si sono concentrati i relatori presenti al 19esimo incontro annuale europeo della WRMA, il primo in Italia, ospitato da Enel nel proprio quartier generale, a Roma, il 10 e 11 ottobre.

Nel suo intervento introduttivo, Leonardo Zannella, responsabile Global Front Office di Enel, ha spiegato come i grandi cambiamenti in corso nel mondo dell’energia, e in particolare la spettacolare diffusione delle fonti rinnovabili e la liberalizzazione dei mercati, stiano modificando anche gli scenari di gestione del rischio. Il nostro Gruppo, – ha proseguito Zannella – presente in più di 30 Paesi in cinque continenti, affronta il nuovo contesto in un’ottica globale, elaborando analisi in profondità con lo scopo di stimare la propria esposizione verso il rischio e, soprattutto, di trovare gli strumenti più adatti per mitigarlo: in futuro la nostra strategia punterà sempre di più su questo mercato.

Secondo Ralph Renner, presidente della WRMA, il settore del weather risk management è a sua volta in profonda trasformazione proprio grazie all’innovazione tecnologica: da un lato siamo ormai in grado di stimare anche fenomeni localizzati, come l’entità delle precipitazioni, oltre a quelli distribuiti con più continuità come le temperature; dall’altro abbiamo sviluppato piattaforme informatizzate in grado di processare in tempo reale i dati meteorologici e, sulla base dei risultati, anche quelli economici.

Gli interventi finanziari per compensare i danni degli eventi meteorologici avversi non sono una novità: le prime misure in materia risalgono addirittura al Codice di Hammurabi, stilato 38 secoli fa. Ciò che è nuovo è la quantità di soluzioni avanzate a nostra disposizione. I prodotti assicurativi, per Renner, sono quelli verso cui si orienta prevalentemente il settore agricolo, mentre i più indicati per il mondo dell’energia sono i derivati. Ed è proprio questa la strada seguita da Enel, che ha puntato appunto sui weather derivatives, o derivati climatici.

In generale, come ha spiegato Bradley Hoggatt, ex presidente della WRMA e Chief Portfolio Manager presso la società MSI GuaranteedWeather, tutti questi strumenti hanno come meccanismo di fondo il tutelarsi da un rischio trasferendolo a un altro soggetto, e si basano su indici elaborati a partire dai dati scientifici: in sintesi, il weather risk management è la convergenza di scienza e business. Un connubio su cui il nostro Gruppo vuole essere all’avanguardia.