Le rinnovabili di Enel che fanno scuola nel mondo. Innovazione e ricerca dalla geotermia alle biomasse

Pubblicato lunedì, 26 maggio 2014

Un lungo elenco di ospiti provenienti da tutti e cinque i continenti. Le rinnovabili di Enel sono una vera e propria calamita per le rappresentanze ufficiali di associazioni scientifiche, organismi governativi e istituzioni accademiche di tutto il mondo che visitano gli impianti e i centri ricerca del Gruppo per conoscerne il know how, le innovazioni e la storia.

Oltre 150 delegazioni hanno visitato Larderello dal 2000 ad oggi, arrivando dal Cile come dalla Cina, dagli Stati Uniti come dall'Indonesia. L'ultima in ordine di tempo è stata quella dell'Institut de Conseil et d'Etudes en Développement Durable (ICEDD) del Belgio, arrivata il 16 maggio in Toscana per una tre giorni di visite e workshop agli impianti geotermici di Enel Green Power. Il primato globale della geotermia Enel ha ragioni storiche e tecnologiche. A Larderello l'energia della terra è stata sfruttata per la prima volta a fini industriali più di 100 anni fa. E da allora l'area dei monti Amiata è cresciuta sino a diventare un distretto geotermico di rilevanza mondiale.

Il paradigma di innovazione, sostenibilità ed efficienza sviluppato negli anni dalle rinnovabili di Enel ha nella geotermia uno degli esempi più rilevanti. In Toscana il Gruppo ha brevettato e dotato i propri impianti di sistemi per la qualità dell'aria come l'AMIS, che permette di ridurre praticamente a zero i gas naturali e i metalli associati al vapore geotermico; nella centrale in costruzione di Bagnore 4 ha introdotto una soluzione innovativa per l'abbattimento dei fumi dell'ammoniaca; nel centro sperimentale di Livorno ha iniziato a sviluppare la tecnologia per lo sfruttamento delle fonti geotermiche a media e bassa entalpia poi implementata nell'impianto di Stillwater negli Usa.

La ricerca Enel nel solare ed eolico, ma anche nelle biomasse, sono parte integrante delle attività dei centri di Catania e Brindisi. Nel capoluogo siciliano, i 25.000 metri cubi di laboratori e uffici sono dedicati tanto agli sviluppi del fotovoltaico quanto del termodinamico e ospitano una stazione di telemonitoraggio e telediagnostica di tutti gli impianti fotovoltaici Enel, testati per individuare le soluzioni tecnologiche che permettano di generare energia al minimo costo possibile. A Brindisi, oltre alle attività per gli studi previsionali sull'eolico, è operante la Fattoria dell'energia che ha l'obiettivo di studiare lo sviluppo di filiere integrate per la produzione di energia elettrica e termica da biomasse di provenienza agricola e forestale.