Responsabilità sociale d'impresa, Enel al top

Pubblicato giovedì, 4 settembre 2014

Il Bilancio di sostenibilità di Enel, documento che misura la responsabilità sociale dell'azienda dal punto di vista economico, etico, sociale e ambientale, è giunto al suo undicesimo anno di pubblicazione.

Il Gruppo, fornendo una rendicontazione trasparente e accurata della CSR, ha meritato per l'ottavo anno consecutivo il massimo livello di A+ del Global Reporting Initiative (GRI). Il documento è stato inoltre confermato “GC Advanced” nello standard di “Communication on Progress” del Global Compact delle Nazioni Unite.

Nel Bilancio di Sostenibilità 2013 è presente l'analisi di materialità, che permette di valutare quanto il posizionamento strategico dell'azienda sia in linea con le aspettative degli stakeholder. Le priorità per il 2013 hanno interessato la trasparenza dei processi di governance, la creazione di valore economico-finanziario, lo sviluppo delle rinnovabili e la riduzione delle emissioni climalteranti.

Rimangono stabili nel posizionamento - rispetto al 2012 - i temi dell'efficienza energetica, dello sviluppo delle reti “intelligenti” e della qualità per i clienti. Maggiore attenzione è dedicata alla creazione di valore condiviso e ai temi di inclusione sociale: rispetto dei diritti umani, relazioni responsabili con le comunità e accesso all'energia elettrica attraverso “ENabling ELectricity”. In questo programma – grazie al quale Enel aderisce al progetto decennale delle Nazioni Unite “Sustainable Energy for All” - sono stati realizzati nel 2013 più di 30 progetti in 20 Paesi, da cui hanno tratto beneficio oltre 2 milioni di persone.

Nel Bilancio di Sostenibilità sono poi illustrati i progressi annuali ottenuti nell'ambito di diritti umani, pratiche di lavoro, anticorruzione e salvaguardia dell'ambiente. Il grande impegno messo in campo da Enel per raggiungere i più alti standard di sostenibilità è riconosciuto dal crescente interesse dei Fondi di investimento etici, che al 31 dicembre 2013 rappresentavano il 15.6% degli investitori istituzionali (dato in crescita rispetto al 2012).