Sostenibilità, la sfida della Cina del XXI secolo

Pubblicato giovedì, 11 settembre 2014

La Cina cambia rotta. Il gigante economico d'oriente sta modificando la sua strategia con cui superare i problemi emersi nel recente passato per aver puntato su una crescita economica basata prevalentemente sullo sfruttamento di risorse naturali ed energetiche. Oggi la Cina sembrerebbe pronta a un salto di qualità e a investire maggiormente in ricerca e sviluppo, in clean tech, riducendo l'industria ad alta intensità energetica per valorizzare una filiera innovativa e a elevato valore aggiunto.

È questo il profilo inedito del colosso cinese delineato in occasione del workshop organizzato l'8 settembre a Roma da Enel Foundation sul tema “La Cina nel XXI secolo: tra crescita economica, mutamenti sociali e sviluppo sostenibile”.

Nel corso dell'evento, moderato da Alessandro Costa, direttore della Fondazione Centro Studi Enel, è stato presentato il volume “Sviluppo sostenibile e Cina – Le sfide sociali e ambientali nel XXI secolo” (L'Asino d'oro Edizioni), curato da Nicoletta Ferro dell'Università Luigi Bocconi. La ricercatrice ha sintetizzato i punti chiave dell'opera – cui ha contribuito anche Carlo Ferrara, esperto di management ambientale di Enel specializzato nella carbon strategy per i mercati asiatici – analizzando il ruolo della sostenibilità nello scenario cinese e le problematiche connesse alla questione energetica, allo sviluppo urbano, alla sicurezza alimentare e alla gestione delle risorse naturali.

Sul nodo energetico è intervenuta Irina Lazzerini, sinologa della Fondazione Centro Studi Enel, che ha presentato il suo lavoro dal titolo “Plug in China – An overview of current energy perspectives”. L'esperta ha messo a fuoco i recenti sviluppi del settore energetico in Cina, soffermandosi in particolare sulle politiche governative. “Sul fronte legislativo – ha spiegato – la Cina sta cambiando il suo approccio alla crescita economica: l'ultimo piano quinquennale varato da Pechino promuove infatti un modello di sviluppo più inclusivo e sostenibile, basato sull'innovazione, sulla riduzione delle emissioni di CO2 e sull'efficienza energetica. Ciò si traduce in target precisi anche sul tema cambiamento climatico, con una svolta positiva in questa direzione a partire già dal 2015”

Oggi, ha concluso Lazzerini, l'Italia e l'Europa possono guardare alla Cina in un'ottica diversa, come a un Paese che si sta aprendo alla green economy. E dunque con ampi spazi futuri per la cooperazione e lo scambio di esperienze.