Enel 2.0: glocal, semplice e competitiva

Pubblicato mercoledì, 3 dicembre 2014

Cinque filiere di business organizzate in base alle diverse tecnologie e quattro aree geografiche per focalizzare l'attenzione sulle peculiarità dei singoli mercati. La nuova organizzazione del Gruppo Enel unisce la dimensione globale a quella locale in un modello a matrice pensato appositamente per rispondere al meglio alle esigenze delle scenario energetico e trarre valore da ogni ambito di attività, dalla produzione alla generazione sino al cliente finale.

Enel è la più grande società privata di distribuzione di energia a livello mondiale. Lo dicono i dati: 61 milioni di clienti, distinti in 8 realtà geografiche, e 90 mila MW di potenza realizzata con il parco di centrali convenzionali ai quali si aggiunge quella delle rinnovabili che solo nel 2014 è cresciuta di 700 MW. Governare la crescita di un Gruppo presente in mercati maturi ed emergenti, con un portafoglio di impianti completo e diversificato, chiede una gestione oculata del business, l'attento controllo dei costi per irrobustire il cash flow e la semplificazione della catena di controllo per ottimizzare gli investimenti, migliorare l'efficienza e liberare risorse per la crescita.

Anche l'impegno per la riduzione dell'indebitamento è riflesso nella nuova organizzazione di Enel e nelle azioni che il Gruppo ha già messo in essere. "Quello che abbiamo detto alla presentazione dei risultati dei primi 9 mesi del 2014 - ha ricordato l'ad di Enel Francesco Starace al recente forum de Il Sole 24 Ore -  è che avevamo un debito di 44 miliardi a fine settembre che scenderà sotto 40 miliardi a fine anno. Se confrontato con l'Ebitda non è un numero straordinario. Quello che abbiamo fatto è stato dare priorità alla cessione del 22% di Endesa che ha determinato un incasso di 3,1 miliardi ed è un'operazione collegata alla separazione delle attività dell'America Latina dalla Spagna. Ora possiamo affrontare le dismissioni in Slovacchia e Romania con un una posizione più forte nei confronti di chi ci fa le offerte".