ENERGYACCESS If Renewables are not Sufficient Protecting the Earth Safeguarding Biodiversity

Pubblicato lunedì, 21 dicembre 2015

Le rinnovabili non bastano. Solare, eolico, geotermico e idroelettrico sono cruciali per contrastare inquinamento e cambiamenti climaticima le fonti verdi non sono sufficienti da sole a proteggere la Terra e tutelare la natura. L'energia pulita che viene generata da nuovi campi fotovoltaici o parchi eolici non è infatti l'unico indice per cogliere la reale sostenibilità di chi li costruisce: la cura degli ecosistemi, la tutela di flora e fauna e lo studio approfondito del contesto naturale dove sorgono gli impianti sono metriche essenziali per poter certificare la capacità di un'azienda di tutelare al 100% l'ambiente in cui opera.

L'articolo sul sito di The Guardian intitolato "Come ridurre l'impatto delleenergie rinnovabili sulla fauna e sugli ecosistemi" descrive il complesso di attenzioni ed esigenze che ogni territorio richiede a partire da una rilevazione dei ricercatori della Cambridge Conservation Initiative: "La mitigazione urgente delle emissioni di gas serra è essenziale per ridurre gli impatti dei cambiamenti climatici sulla biodiversità" tuttavia "la mitigazione può anche aumentare il rischio di estinzione per le ripercussioni impreviste degli sviluppi delle energie rinnovabili, come ad esempio le centrali eoliche o alimentate da biocarburanti". 

21 milioni di euro investiti tra Europa, America Latina, Stati Uniti e Russia. A tanto ammonta la cifra destinata da Enel per realizzare 129 progetti di tutela della biodiversità nei contesti dove sorgono i suoi impianti. Le attenzioni verso le diverse specie di uccelli, dall'habitat in cui nascono e vivono alle rotte che compiono per migrare, sono solo uno dei focus di questi progetti che includono anche la tutela delle acque, della flora e della fauna che popola i fiumi dello Utah come gli altipiani del Central Plateau del Messico.

Enel ha una specifica policy di riferimento per tutte le iniziative di tutela della biodiversità del Gruppo, nelle attività di generazione, trasmissione e distribuzione dell'energia elettrica. Queste linee guida, presentate in occasione della Giornata mondiale della biodiversità 2015, sono sviluppate con l'esplicito intento di contribuire agli obiettivi della Convenzione delle Nazioni Unite sulla Diversità Biologica (CBD), secondo il Piano strategico per la biodiversità 2011-2020 ed i relativi 20 obiettivi, denominati Aichi Target dalla località giapponese in cui sono stati presentati alla comunità internazionale.

La salvaguardia della biodiversità costituisce uno degli obiettivi strategici di Enel che si traduce in iniziative e programmi in corso in 13 Paesi, dove le aziende del Gruppo operano nel contesto di ecosistemi molto differenti e con progetti che riguardano i molteplici ambiti della filiera energetica e quindi interagiscono in diverso modo con l'ambiente.

I nidi per le cicogne progettati in Italia per proteggere gli uccelli  dal rischio di folgorazioni sui tralicci elettrici così come gli alberi da frutto piantumati appositamente nei terreni del campo eolico di Belmonte (Spagna) per gli orsi bruni della Cantabria sono due dei tanti esempi di come l'attenzione alla biodiversità si traduce in infiniti particolari e cura dei dettagli.

La collaborazione con le popolazioni locali è un elemento cardine dei progetti per la biodiversità di Enel perché proprio dal dialogo e dal confronto con chi abita nei pressi degli impianti del Gruppo emergono le esigenze dalle quali poi prendono vita i progetti che realizzano il modello di Creating Shared Value (CSV).

Il "capitale naturale" che le aziende delle rinnovabili condividono con le popolazioni che abitano le località dove operano gli impianti è un esempio molto concreto di bene comune. "Ci affidiamo alle stesse risorse - spiega Vanessa Tedeschi, senior advisor di Enel per ambiente e climate change - e questo è il motivo per cui abbiamo bisogno di prenderci cura di loro".