Seminando energie: il Bilancio di Sostenibilità di Enel

Pubblicato venerdì, 29 luglio 2016

Secondo studi recenti, oltre l’80 per cento del valore di mercato delle aziende è costituito dai cosiddetti asset intangibili, ossia tutto ciò che non rientra nei cespiti patrimoniali e nei risultati finanziari. Non stupisce quindi che un numero sempre più grande di investitori valuti le aziende in base ai fattori ESG (Environment, Social and Governance), ossia i criteri di buon governo e le pratiche di sostenibilità sociale e ambientale.

Un’analisi che, insieme a quella economico-finanziaria, fornisce una visione completa dell’evoluzione di un’azienda. Per questo Enel pubblica ogni anno, dal 2003, il Bilancio di Sostenibilità, un documento che rendiconta degli sforzi del Gruppo in aree come sviluppo sostenibile, protezione dell’ambiente e relazioni con le comunità. L’edizione 2015, denominata Seeding Energies, per la prima volta introduce e documenta l’impegno che la nostra azienda ha assunto per il raggiungimento di quattro dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) definiti dalle Nazioni Unite.

Oggi oltre un miliardo di persone è ancora privo dell’accesso all’elettricità. Aziende leader di settore come Enel hanno il dovere di mettersi in gioco per ridurre il power divide e rendere il pianeta più sostenibile. Tra gli scopi a medio termine (da conseguire entro il 2020), oltre a garantire l’accesso all’elettricità a 3 milioni di persone che oggi ne sono prive, Enel fornirà un’educazione basilare sui temi energetici a 400mila persone e darà il suo apporto per l’occupazione e la crescita economica di altri 500mila individui. Entro il 2050 puntiamo a tagliare il traguardo della carbon neutrality, eliminando totalmente l’emissione di CO2 in tutte le nostre attività produttive.

In linea con il posizionamento strategico Open Power, Enel ha posto la sostenibilità ambientale, sociale ed economica al centro della propria cultura aziendale e sta implementando un sistema di sviluppo sostenibile basato sulla condivisione della creazione di valore, sia all’interno che all’esterno dell’azienda.

Per effettuare una rendicontazione trasparente e accurata, seguiamo le “Sustainability Reporting Guidelines” del Global Reporting Initiative (GRI), l’organizzazione internazionale indipendente che aiuta imprese, governi e altri attori interessati a comprendere e comunicare l’impatto della sostenibilità nel business. In particolare, l’SDG Mapping Service del GRI ha confermato che all’interno del nostro Bilancio di Sostenibilità gli SDGs sono correttamente mappati rispetto ai relativi indicatori, in linea con le indicazioni dello standard di rendicontazione internazionale G4. Anche nel 2015, per il quarto anno consecutivo, il Bilancio di Sostenibilità si è basato sull'analisi di materialità, una metodologia utile per definire strategie prendendo in considerazione – oltre ai temi ambientali, sociali, di business e di governance – le aspettative degli stakeholder.

Da oggi al 2020, gli obiettivi di sostenibilità del Gruppo si focalizzeranno su cinque direttrici principali: innovazione ed efficienza operativa, relazioni responsabili con le comunità, qualità nella relazione con i clienti, gestione, sviluppo e motivazione delle persone, decarbonizzazione del mix energetico. Obiettivi che hanno attirato l’interesse dei Fondi di investimento etici, che alla fine del 2015 rappresentavano l’8 per cento del nostro capitale sociale.