L'energia del sole per osservare le stelle

Pubblicato venerdì, 26 agosto 2016

“Il Sole, con tutti i pianeti che gli ruotano attorno e da esso dipendono, può ancora maturare un grappolo d'uva, come se non avesse nient'altro da fare nell'Universo”.

Lo scriveva più di quattro secoli fa Galileo Galilei. Il padre della scienza moderna e dell'osservazione astronomica esprimeva così il fascino per l'immensa forza della stella che governa il sistema solare e che con il suo calore rende feconda la Terra.

Probabilmente Galileo non immaginava che scienza e tecnologia avrebbero permesso all'uomo, un giorno, di trasformare la generosità del Sole in energia per osservare le stelle.

È quanto sta accadendo in Cile, nel deserto dell'Atacama, dove Enel, attraverso la controllata Enel Green Power Cile, sta realizzando un innovativo impianto fotovoltaico per alimentare le strumentazioni e i potenti telescopi dell'osservatorio astronomico di La Silla, di proprietà dell'ESO – The European Southern Observatory.

La costruzione del parco fotovoltaico da 1,72 MW è stata avviata nel febbraio scorso, nei pressi di La Higuerra, località a 600 chilometri a nord di Santiago, nella regione di Coquimbo. Una volta completato l'impianto, situato a circa 1.800 metri sul livello del mare, produrrà 4,75 GWh all’anno di elettricità e soddisferà più del 50 per cento dei consumi annuali dell’osservatorio, evitando l’emissione in atmosfera di oltre 2.000 tonnellate di CO2 .

Il Progetto di La Silla, inoltre, permetterà di sperimentare per la prima volta un mix di nuove tecnologie per la produzione di energia fotovoltaica. L'impianto, spiega in un video Rodrigo Ponce, il project manager di EGP Cile, sarà il primo a energia solare di taglia industriale a combinare moduli fotovoltaici bifacciali, smart e tradizionali. A La Silla saranno testate le performance di questi pannelli innovativi, che dovrebbero essere in grado di incrementare la potenza di generazione del 5-10 per cento rispetto a un tradizionale impianto fotovoltaico della stessa taglia.

Le immagini del video raccontano il connubio straordinario tra i colori aridi del deserto, le strutture dell'osservatorio e i moduli fotovoltaici, che danno vita a un paesaggio perso nel tempo e nello spazio.

Ma l'aspetto più affascinante del progetto lo sottolinea Ivo Saviane, Site Manager dell'ESO: “Nel deserto c'è tantissima luce naturale tutto l'anno e ciò lo rende il miglior posto per le osservazioni astronomiche, così come per la produzione di energia solare.

Il deserto dell'Atacama è infatti considerato il paradiso degli astronomi, perché l'assenza di inquinamento luminoso e la profondità del buio permette la miglior osservazione possibile della Via Lattea. Allo stesso modo, la potenza dell'irraggiamento di giorno rende questi luoghi perfetti per sperimentare nuove tecnologie per la produzione di energia pulita dal Sole.

Un modo con cui la continua ricerca di innovazione ci avvicina alla scienza, attraverso la generazione solare.